Comprare un’auto con motore PureTech? Era un rischio. Rivenderla? È diventato un incubo a occhi aperti. Il famigerato 1.2 con cinghia a bagno d’olio sta condannando migliaia di automobilisti europei a perdite economiche devastanti.
Il motore PureTech era nato come fiore all’occhiello dell’ingegneria Stellantis: compatto, efficiente, moderno. Sulla carta, una piccola meraviglia tecnologica. Nella realtà? Un incubo che ha trasformato Peugeot, Citroën, DS e Opel in marchi da evitare come la peste quando si parla di usato.
La tecnologia della cinghia di distribuzione a bagno d’olio, che doveva rappresentare un’innovazione, si è rivelata un tallone d’Achille capace di mandare al tappeto oltre mezzo milione di veicoli. E ora che il governo francese ha aperto un’indagine ufficiale, la situazione è precipitata: questi motori sono diventati radioattivi sul mercato dell’usato.
La cinghia del terrore
Il mercato dice No: storie di svalutazioni drammatiche
Le testimonianze di chi sta tentando di liberarsi di questi veicoli dipingono un quadro scoraggiante. Proprietari che si presentano dai concessionari con la speranza di una valutazione equa si sentono rispondere a chiare lettere: “Non ritiriamo auto con quel motore” oppure “Possiamo farle un’offerta, ma sarà molto bassa”.
E quando parliamo di “molto bassa”, parliamo di perdite che oscillano tra i 5.000 e i 10.000 euro rispetto al valore di mercato che questi veicoli dovrebbero avere. C’è chi ha speso oltre 30.000 euro per un SUV nuovo, ha dovuto sborsare altri 3.000 euro in riparazioni dopo appena 85.000 chilometri, e ora si ritrova con un veicolo che fatica a vendere anche a un terzo del suo valore reale.
Il paradosso è ancora più amaro: anche abbassando drasticamente il prezzo, gli annunci ricevono migliaia di visualizzazioni ma le offerte concrete restano a zero. È come se questi veicoli fossero marchiati a fuoco, riconoscibili e evitati da chiunque abbia fatto un minimo di ricerca prima dell’acquisto.
Motore Puretech
Stellantis
Stellantis: toppe su toppe
Il colosso automobilistico si è mosso, questo va detto. Ha previsto risarcimenti ed esteso le garanzie per tamponare l’emorragia di credibilità. Ma quando un proprietario va a rivendere la propria auto? Stellantis può fare ben poco contro un mercato che ha semplicemente deciso di voltare le spalle a questi motori.
Il danno reputazionale è fatto, e i numeri parlano chiaro: oltre mezzo milione di veicoli richiamati non sono uno scherzo. Sono una catastrofe industriale in piena regola.
No al Puretech
Prima il danno poi la beffa
Il vero dramma per i proprietari di auto con motore PureTech è che stanno pagando due volte. Prima affrontano le riparazioni costose e i guasti prematuri, poi si trovano davanti a una svalutazione importante al momento della rivendita. È il classico danno con beffa: hai già speso per sistemare un motore che non avrebbe dovuto rompersi, e quando decidi di liberartene scopri che la tua auto vale quanto un’utilitaria con 300.000 chilometri alle spalle. Una doppia mazzata economica che trasforma quello che doveva essere un investimento sicuro in un salasso senza fine.
Citroen C3
Citroen
Cosa fare se possiedi un’auto con PureTech?
La situazione è complessa, ma qualche strategia può aiutare a limitare i danni. La prima regola d’oro è conservare tutta la documentazione della manutenzione effettuata presso la rete ufficiale, perché alcuni concessionari la richiedono espressamente per beneficiare della garanzia estesa. Senza quella carta vincente, le porte si chiudono ancora più velocemente.
Chi può permetterselo dovrebbe valutare di tenere l’auto più a lungo del previsto, sperando che nel tempo la situazione si normalizzi. È ottimismo cosmico, certo, ma tentar non nuoce. L’alternativa è prepararsi a vendere a privati invece che a concessionari, anche se questo comporta più tempo, più rischi e più complicazioni burocratiche.
La parte più amara? Bisogna mettere in conto di accettare offerte molto al di sotto del valore di mercato standard. Purtroppo questa è diventata la nuova normalità per questi veicoli, e continuare a sperare in una valutazione equa significa solo prolungare l’agonia.
Peugeot 3008, una della auto incriminate
Peugeot
Il verdetto del mercato è spietato
Il motore PureTech è diventato un caso di studio su come un’innovazione mal implementata possa distruggere il valore di migliaia di veicoli e danneggiare irreparabilmente la reputazione di marchi storici.
Per Stellantis è una lezione costosa. Per i proprietari di questi veicoli è una tragedia economica in pieno svolgimento, dove l’unica certezza è che il loro investimento si è trasformato in un peso difficilissimo da scrollarsi di dosso.
Il motore PureTech, quando l’innovazione tecnologica incontra la dura legge del mercato, non sempre vince la tecnologia.

