“L’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio per gli ebrei. Manifestazioni di antisemitismo verbali e fisiche sono dirette verso gli ebrei o i non ebrei e/o alle loro proprietà, verso istituzioni comunitarie ebraiche ed edifici utilizzati per il culto”. È questa la definizione che l’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (International holocaust remembrance alliance) dà della parola antisemitismo. La stessa usata dal senatore del Pd Graziano Delrio nel disegno di legge presentato il 20 novembre scorso e che ha provocato una querelle dentro al Pd. La medesima definizione è stata assunta anche dal Parlamento europeo nel 2017 e dal governo Conte nel 2020.
L’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto ha messo a punto la definizione di antisemitismo su cui si sono accese le polemiche nel 2016. Si tratta di una definizione “operativa non giuridicamente vincolante”.
Ma che cos’è l’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (Ihra)? È un’organizzazione intergovernativa fondata nel 1998 che unisce i governi e gli esperti per rafforzare, promuovere e divulgare l’educazione sull’Olocausto, la ricerca e il ricordo in tutto il mondo e il sostegno degli impegni della Dichiarazione del Forum internazionale di Stoccolma. L’Ihra ha 34 paesi membri, un paese di collegamento e sette paesi osservatori.
A fondare l’Ihra è stato primo ministro svedese Göran Persson, partendo da un’indagine del 1997 che rivelava come molti bambini in età scolare non fossero a conoscenza dell’Olocausto. Rendendosi conto che “la lotta contro l’ignoranza sull’Olocausto richiedeva un partenariato internazionale”, Persson si rivolse anche al presidente americano Bill Clinton e al primo ministro britannico Tony Blair per il loro sostegno nella creazione di un’organizzazione internazionale a sostegno dell’educazione, del ricordo e della divulgazione dell’Olocausto in ogni parte del mondo.

