Bottega Veneta ha tenuto fan e addetti ai lavori col fiato sospeso: tra gli show più attesi di stagione, ha segnato l’esordio di Louise Trotter come nuova creative director dello storico marchio. In passerella, un omaggio al DNA della maison, quell’artigianalità che ha dato vita a capi dalle linee essenziali che, osservati da vicino, finiscono per rivelare una lavorazione estremamente complessa, ottenuta proprio al savoir faire messo a punto in quasi sessant’anni di esperienza. Fil rouge della sfilata è appunto l’Intrecciato, utilizzato per impreziosire non solo gli accessori, ma anche blouson strutturati e maxi coat. Anche la colonna sonora è all’insegna del layering: firmata Steve McQueen, ha sovrapposto le versioni di Wild Is the Wind di Nina Simone e David Bowie creando un audio originale e decisamente insolito.
Bottega Veneta Primavera-estate 2026.
Launchmetrics.com/spotlight
Per restare aggiornato sui reali, le celebrity, gli show e tutte le novità dal mondo Vanity Fair, iscrivetevi alle nostre newsletter.
L’ispirazione
Da quando, lo scorso gennaio, ha annunciato che avrebbe preso le redini creative della griffe, Louise Trotter si è trasferita in Italia e si è immersa nell’universo creativo della casa di moda, visitandone la sede storica e dedicandosi alla scoperta del suo archivio. Così, la collezione è un omaggio a luoghi e persone che hanno segnato la storia del brand: da Laura Braggion, ex moglie dello storico founder Michele Taddei che fu alla direzione di Bottega Veneta negli anni Settanta, a Lauren Hutton che portò sul grande schermo l’eccellenza Made in Italy sotto forma di una piccola pochette in morbida pelle. E poi ancora il Veneto e Venezia, con la sua tradizione del vetro e per finire Milano, dove vive ora la designer, con il suo stile understated, rigoroso e raffinato.
L’accessorio che ci ha colpito
Bottega Veneta Primavera-estate 2026.
Launchmetrics.com/spotlight

