“I bambini hanno il diritto ad una pace autentica, giusta e durevole”. Così Leone XIV in risposta a una lettera di una lettrice della rivista Piazza San Pietro. Bisogna insistere, scrive il Papa, “per il dialogo ad ogni livello”.
Come papa Francesco
Nel numero di luglio del magazine edito dalla basilica di San Pietro diretto da padre Enzo Fortunato, dedicato al Giubileo dei giovani e intitolato Siate rinnovamento per la Terra, Robert Francis Prevost esordisce nella sezione “dialogo con i lettori”, in continuità con lo stile inaugurato da papa Francesco. Padre Fortunato, nel suo editoriale, parla di una “Chiesa che si lascia interrogare” e che non teme le domande della vita. E proprio da una domanda parte il primo intervento del nuovo Pontefice, quella che gli pone Zaira, una giovane madre beneventana di tre figli che si interroga sul diritto alla pace: “Che ne sarà dei sogni dei bambini se scoppia una guerra mondiale? Che ne sarà dei sacrifici dei loro genitori per comprare una casa, farli studiare e risparmiare per il loro futuro?”. E ancora: “Che ne sarà dei sogni dei bambini se le bombe distruggeranno le loro case? Se i genitori, gli amici, e forse loro stessi moriranno senza neanche avere il tempo di rendersene conto? Se un bel mattino il governante di un Paese si sveglia col desiderio di conquistare una terra non sua e sottometterne gli abitanti, che ne sarà del futuro della gente?”.
“Dialogo ad ogni livello”
“Il suo è un grido che arriva al cuore di Dio”, risponde papa Leone. “Possiamo avere momenti di smarrimento, di spaesamento, ma anche in quegli spazi dell’anima e dei territori, Dio – che è amore – non ci abbandona mai!”. Ma “questo non significa rimanere immobili o inerti. Al contrario, il fuoco dell’amore di Dio, attraverso l’incontro con Gesù Cristo vivo nell’Eucaristia, ci richiama continuamente ad agire per il bene e per l’unità della famiglia umana”. E se “la situazione appare talora priva di vie d’uscita con rischi conseguenti di aggravamento”, è “per questo che siamo chiamati tutti con urgenza a compiere quella purificazione del cuore per costruire relazioni di pace. Per questa ragione dobbiamo rafforzare la nostra preghiera al Dio della pace”. La pace, spiega il Pontefice, non è solo un desiderio ma un impegno personale, quotidiano, che nasce dal profondo e si nutre di gesti concreti: “La pace si costruisce nel cuore e a partire dal cuore”, afferma rievocando il suo incontro con il corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede. “Insistiamo per il dialogo ad ogni livello, per promuovere una vera cultura dell’incontro e non dello scontro, e anche della limitazione del potere, come chiedeva sempre il nostro amato predecessore Papa Francesco” è l’appello di Papa Leone, che lancia la sfida a “saper coniugare la preghiera con i gesti coraggiosi necessari e con la pazienza faticosa dei piccoli passi. La guerra non avrà il sopravvento. E i bambini hanno il diritto ad una pace autentica, giusta e durevole”, scrive il Papa con l’espressione che ha usato per la pace in Ucraina.
L’incontro con i bambini ucraini
Ricordando il suo incontro con un gruppo di bambini ucraini che hanno partecipato al centro estivo vaticano nei giorni scorsi, su Vatican News Alessandro Gisotti riflette sulla foto che ritrae papa Leone seduto sulle proprie gambe accanto ad una bambina che gli mostra un disegno: “Con quel semplice abbassarsi”, scrive il vicedirettore editoriale dei media vaticani, “il Pontefice ci ha mostrato una direzione che dovrebbe essere seguita da tutti e in particolare da chi oggi ha nelle proprie mani le sorti del mondo: mettersi all’altezza dei bambini, guardare il mondo con i loro occhi”.

