Continua il ‘braccio di ferro’ tra il Comune di Bologna e il Governo sulla partita di Eurolega tra Virtus Bologna e Maccabi Tel Aviv, un classico del grande basket internazionale – in programma al Paladozza venerdì 21 – divenuto, ormai da giorni, un caso in cui si intrecciano sport, ordine pubblico e, soprattutto, politica.
Matteo Lepore sindaco di Bologna
Una sfida segnata dal timore di scontri e disordini dopo che sindacati di base, movimenti Pro Palestina, collettivi e associazioni hanno annunciato, da tempo, l’intenzione di bloccare l’appuntamento atteso sul parquet del vecchio e centralissimo ‘Madison’ di piazza Azzarita. Una gara, per il sindaco di Bologna, Matteo Lepore che si dovrebbe tenere altrove. “Non si può mettere a soqquadro una città per una partita di basket – attacca – : Virtus-Maccabi si deve svolgere, ma in un altro luogo e in un’altra data. Chiedo al ministro Piantedosi di ripensarci e domani in Comitato per l’ordine pubblico proporrò lo spostamento di nuovo al prefetto e al questore”. Una gara che per il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, invece, si può benissimo giocare nel celebre impianto ribadendo quanto già scandito venerdì scorso a margine dell’assemblea dell’Anci aggiungendo, però, che, se proprio vuole, Lepore “potrebbe anche vietare la partita” visto che “un sindaco non è privo di poteri”. Se ieri il primo cittadino – preso atto della scelta dell’Esecutivo – si era limitato a chiedere “a tutti che questo evento venga gestito nel miglior modo possibile, senza violenza e senza scontri”, oggi è tornato alla carica.
Il ministro Piantedosi
“Le mie ordinanze vanno motivate e vanno condivise in Comitato per l’ordine pubblico – ha osservato -: non ci sono le condizioni, a mio avviso, di giocare il prossimo venerdì, proprio perché la città rischia danni ingenti e costi che non ci possiamo permettere. Il Palazzo dello Sport – conclude Lepore – è in pieno centro storico in mezzo ai cantieri, ai residenti e ai negozi che non si meritano violenze e scontri”. Parole che il responsabile del Viminale – e già prefetto di Bologna dal 2017 al 2020 – rispedisce al mittente. “La partita per noi si fa – ha argomentato a margine della presentazione del calendario 2026 dei vigili del fuoco a Roma -: non ci sono motivi perché non si faccia. Non sono gruppi di persone che minacciano con la violenza che possono dettare l’agenda degli eventi pubblici in qualsiasi città”. Ad ogni modo, ha aggiunto Lepore “è il sindaco, potrebbe anche vietare la partita: un sindaco non è privo di poteri. Per quanto ci riguarda – ha chiosato Piantedosi – ci sono le condizioni perché la partita venga giocata”. Proprio il sindaco di Bologna lo scorso anno aveva sospeso con una ordinanza – non senza polemiche – la partita del campionato di calcio di Serie A tra il Bologna e il Milan in programma al ‘Dall’Ara’ il 26 ottobre a causa dell’alluvione che si era abbattuta sul capoluogo emiliano e che aveva allagato diverse zone compresa quella dello stadio. In quell’occasione a decretare lo stop alla sfida sportiva fu il maltempo che mise in ginocchio la città: un caso diverso dal tema dell’ordine pubblico in discussione in queste ore.
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