La punta dello Stivale ha tanti assi nella manica. Le sue misure da capogiro contano quasi 800 km di coste, tre parchi nazionali, un parco regionale, sedici riserve nazionali e tre riserve naturali regionali. Praticamente una sfilata di meraviglie che danno il loro meglio con la complicità della quota, custodendo scrigni di biodiversità. E proprio per valorizzare questo patrimonio verde è stata creata High Wellness South Italy, una piattaforma digitale che vuole rendere facilmente accessibile il turismo outdoor nei parchi montani della Calabria.
Il progetto di turismo outdoor tra le montagne calabresi
Il wellness made in Calabria si sperimenta nella natura. Del resto, la regione vanta gioielli montani unici nel panorama delle regioni costiere. Basti pensare al Parco Nazionale della Sila con i suoi “giganti”, i pini larici secolari alti fino a 45 m, i laghi e i suoi borghi ricchi di tradizioni artigiane come San Giovanni in Fiore e Camignatello Silano. O al Parco Nazionale del Pollino, con massicci calcarei a cavallo tra Calabria e Basilicata, le faggete vetuste e i pini loricati, solitari patriarchi botanici.
E ancora il Parco Naturale Regionale delle Serre, tra la Sila e l’Aspromonte, con il suo mosaico di vallate, fiumare e boschi che annoverano abeti bianchi, faggi, castagni ma anche aree umide d’importanza internazionale come l’oasi del lago Angitola. Fino al Parco nazionale dell’Aspromonte, scrigno di natura selvaggia con fiumi dove si pratica il canyoning, e borghi arroccati dove ancora resiste la parlata grecanica, come Gallicianò.
Sono solo alcuni dei tesori che la nuova piattaforma digitale High Wellness South Italy vuole rendere più accessibili al turismo outdoor rispettoso della natura. Il progetto, premiato dal Ministero del Turismo, riunisce in unico (eco)sistema digitale tutte le aree protette coinvolgendo istituzioni e operatori turistici delle aree montane. Un work in progress che ha l’obiettivo di creare un’offerta smart, integrata e valida tutto l’anno, lavorando anche sull’adeguamento delle strutture.
Sci e sleddog sulla Sila imbiancata
E con l’inverno la montagna calabrese si prepara a indossare la sua veste più magica e silenziosa. Lo sanno bene sull’altopiano della Sila, dove l’arrivo delle neve trasforma boschi e sentieri in anelli di sci di fondo e piste per lo sleddog. Già, proprio l’attività di guida e corsa con le slitte trainate dai cani che tanto è praticata sulle montagne nordiche. Ebbene sì: siamo nel punto più a sud d’Europa per la pratica della disciplina che qui ormai è diventata una tradizione invernale. A febbraio 2026, infatti, tornerà Dogs on the snow, la competizione di musher (conduttori delle slitte trainate dalla muta di cani) provenienti da tutta Italia. Gli equipaggi si danno appuntamento al Centro Fondo Carlomagno, a 1500 m di altitudine, per un’emozionante corsa a tempo divisa in quattro tappe.
La Sila è la destinazione più a sud d’Europa in cui si pratica lo sleddog
Siamo tra Lorica e San Giovanni in Fiore, dove i pianori ammantati di boschi incorniciano lo scenario perfetto per escursioni a passo lento anche con le ciaspole. Per chi preferisce lo sci alpino, la Sila offre degli impianti di risalita a Lorica, nei dintorni del lago Arvo, tra fitti boschi di larice. Qui, su vette che dominano due mari, lo Jonio e il Tirreno, i più piccoli hanno a disposizione campi scuola e piste di bob su rotaia. Anche Camigliatello Silano, vicino al Lago Cecita, può contare su una cabinovia che sale ai 1765 m, sul Monte Curcio, e di piste di bassa e media difficoltà.
Il tutto aspettando la neve, che consente di aprire anche i circuiti di sci nordico con i tracciati panoramici dove immergersi in questo angolo di Sud baciato dalla natura.
Info: highwellnessmountain.it
Progetto finanziato con risorse del fondo per lo sviluppo e la coesione – delibera CIPESS n. 58/2021

