L’esordio con la memoria
A inaugurare la programmazione sarà Ibrahim Mahama, artista ghanese noto per le sue installazioni monumentali. Con Parliament of Ghosts, Mahama trasforma mobili coloniali e sacchi di juta in un viaggio tra memoria, restituzione e speranza. Un’architettura di materiali recuperati che invita a riflettere sulle eredità del colonialismo e sulle possibilità di un futuro diverso.
Oltre l’arte: libri e musica
Ma Ibraaz non sarà solo esposizioni. Il collettivo Otolith Group guiderà la prima Library-in-Residence, trasformando la ricerca in un’opera vivente fatta di libri, film e suoni.
Il programma musicale curato da Imed Alibi unirà tradizione e sperimentazione, ospitando artisti come Naseer Shamma e Zeid Hamdan. La libreria, curata dal Palestine Festival of Literature, sarà un presidio di dialogo tra letteratura, teoria critica e arti visive.
Boutheina Ben Salem e Oula Coffee House
Al piano terra, infatti, si trova Oula Coffee House, il caffè-residenza curato dalla chef e ricercatrice franco-tunisina Boutheina Ben Salem. Nata a Lebna, cresciuta tra Tunisia e Francia, Ben Salem porta avanti un percorso che intreccia memoria, politica e cucina. Nel suo approccio, la cucina tunisina non è mai mero folklore, ma un archivio vivente di storie e resistenze, costruito attraverso il lavoro intergenerazionale delle donne.

