Israele sostiene che il blocco di Gaza sia legittimo. È così?
«È un tema controverso. Gia con la nave Mavi Marmara si discusse a lungo. Anche ammettendo che il conflitto tra Israele e Hamas sia qualificabile come conflitto armato internazionale, e che Israele sia potenza occupante a Gaza, il blocco resta sottoposto a vincoli molto stringenti. Nel caso della Global Sumud Flotilla non sembra che ci fossero armi a bordo o personale combattente. Per questo il fermo delle navi appare quantomeno dubbio dal punto di vista giuridico».
Che differenze ci sono con il caso della barca Mavi Marmara, del 2010?
«La differenza principale è l’uso della forza. Nel 2010 Israele fece un’operazione militare che finì con dieci morti e diversi feriti e questo rese il caso gravissimo. Stavolta, per quanto ne sappiamo al momento, l’abbordaggio è stato più “soft”: nessuna vittima, nessun ferito. Resta il nodo della legalità del blocco e della sua applicazione concreta».
Il punto esatto dell’intercettazione ha rilevanza?
«No. Una volta oltre le 12 miglia dalla costa siamo in acque internazionali. Non importa se ha 50 o 150 miglia: Israele non ha giurisdizione, salvo invocare le regole sul blocco».
Israele avrebbe dovuto o potuto far passare le imbarcazioni?
«Se a bordo ci sono solo aiuti civili, sì. Il fermo o la confisca senza prova di carichi militari è illecito».
Quali conseguenze giuridiche potrebbe avere questo abbordaggio?
«Israele risponde come Stato davanti alla comunità internazionale. Gli stati di bandiera delle navi e i cittadini coinvolti potrebbero chiedere compensazioni».
A bordo c’erano anche europarlamentari.
«L’immunità non ha carattere assoluto. Qui stiamo parlando di uno Stato, Israele, che non fa parte dell’Unione Europea e dunque vedo difficile l’ingaggio di Israele in una responsabilità per la violazione delle immunità di alcuni individui presenti su queste imbarcazioni».
Qual è il destino possibile delle persone fermate in queste ore?
«Dipende dale norme dello Stato che ha proceduto a l’arresto e alla confisca delle imbarcazioni. E quelle ovviamente non le conosco, né conosco esattamente a quale titolo, credo che non lo conosca nessuno, siano stati fermati. Cioè qual è l’imputazione se ce n’è una. In questi casi, però, diciamo, di norma lo Stato di cittadinanza della persona che è stata fermata o che si ritiene possa avere subito un pregiudizio all’interno di uno Stato terzo, deve farsi carico di un obbligo di protezione attivando i canali diplomatici e consolari presso lo Stato terzo e cercando di tutelare le persone in questione».

