Una mostra che ricompone la storia
dimenticata
delle artiste e degli artisti italiani colpiti dalla crisi
dell’Hiv-Aids. E’ Vivono’, esposizione a cura di Michele
Bertolino al Centro per l’arte contemporanea Lugi Pecci di Prato
dal 4 ottobre al 10 maggio prossimi: opere d’arte, poesie,
paesaggi sonori e video si combinano a materiali d’archivio e
memorie personali per delineare un possibile percorso che
attraversa gli anni dal 1982 al 1996, dalla prima segnalazione
di Aids conclamato in Italia all’arrivo delle terapie
antiretrovirali-restituendo l’urgenza e l’unicità di quel tempo.
La mostra, di cui Intesa Sanpaolo è Partner, è presentata
nelle sale storiche del Pecci che, tra il 1992 e il 1994, ha
proposto numerose attività espositive, culturali e sociali per
combattere lo stigma e la disinformazione intorno all’Aids e che
oggi conserva in Eccentrica, mostra permanente
della collezione, Commemuro (1993), opera di Francesco Torrini a
ricordo di amiche e amici morti a causa dell’Aids. Il percorso
espositivo si apre con una produzione filmica realizzata per
l’occasione anche grazie al sostegno di Candy e commissionata a
Roberto Ortu, in stretta conversazione con il curatore. Nel
film, le poesie di Dario Bellezza, Massimiliano Chiamenti, Nino
Gennaro, Ottavio Mai, La Nina, Marco Sanna e Pier Vittorio
Tondelli, poeti che hanno vissuto con Hiv e lo hanno raccontato
nei loro testi, sono lette da attrici, attivisti e artiste.
L’archivio è la spina dorsale della mostra. Costruito a più voci
con Valeria Calvino, Daniele Calzavara e i Conigli Bianchi,
raccoglie documenti, manifesti, articoli di giornale, video e
tracce sonore che, come appunti, tratteggiano la dimensione
storica, politica, sociale e culturale italiana tra il
1982-1996. Affiorano tra i documenti storici, gli interventi di
Emmanuel Yoro e Tomboys Don’t Cry che offrono delle prospettive
contemporanee di lettura, sottolineando vuoti e
silenzi. Tra gli altri lavori in mostra i poster di Gran
Fury, esposti alla Biennale del 1990 (e per la prima volta da
allora ripresentati in Italia), si relazionano alle opere di
Keith Haring; le tende di organza blu di Felix Gonzalez-Torres
(presentate al Castello di Rivara nel 1991) convivono con i
lavori di David Wojnarowicz e Walter Robinson, proposti a Milano
da Corrado Levi nel 1984. Tre sale monografiche sono dedicate al
lavoro di Nino Gennaro, Francesco Torrini e Patrizia
Vicinelli, nelle cui opere, poesia, immagine e corpo si
integrano.
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