Il 13 settembre 1982, mentre stava rientrando a Monte Carlo, Grace Kelly fu colpita da un ictus. Era al volante: la sua auto uscì di strada e precipitò da un pendio. La principessa di Monaco morì il giorno successivo, a 52 anni. Al suo fianco c’era la figlia Stéphanie, che per anni rifiutò di parlare dell’incidente.
Cinque mesi prima della tragedia, Grace Kelly aveva rilasciato una rara intervista a People, nella residenza parigina della famiglia Grimaldi. Era l’aprile del 1982, e in quelle pagine la star di La finestra sul cortile raccontò la sua vita da ex diva di Hollywood e da principessa, spazzando via ogni illusione romantica: «Non penso affatto alla mia vita come a una favola. Mi considero una donna moderna, che ha dovuto affrontare tanti problemi, proprio come molte altre donne oggi. Sto ancora cercando di gestirli, di farcela».
Dopo l’Oscar vinto con La ragazza di campagna, aveva lasciato il cinema a soli 26 anni, sposando il principe Ranieri III di Monaco nel 1956. Da allora, mai un ripensamento: «Non mi volto indietro, non ne ho avuto il tempo. E non mi sono “ritirata”, sa? Un ritorno sullo schermo è piuttosto improbabile».
Respingeva l’idea che la sua vita fosse meno piena e soddisfacente senza il cinema: «Ecco di nuovo i media che vogliono incasellarmi. Per recitare e avere una carriera bisogna dedicarsi completamente, e io non ho tempo per questo. Ho amato e rispettato il mio lavoro da attrice, ma mi lascia perplessa che qualcuno pensi che la mia vita da allora sia stata meno appagante. Non è affatto così, anzi, è stato l’opposto. Per me, come donna, è stata una scelta semplice da fare e rimane semplice da mantenere».
Negli anni successivi, Grace Kelly aveva investito tempo ed energie in attività artistiche e culturali, anche se questo lato della sua vita non riceveva attenzione: «Negli ultimi 26 anni sono stata più una produttrice in ambito artistico e culturale che qualsiasi altra cosa. Ma la stampa sembra non interessarsi a questo».
In quel periodo stava per uscire un film tv sulla sua vita, che lei giudicava con durezza: «La trama è piuttosto disgustosa e rivoltante». E ancora: Nessuno ha il diritto di sfruttare quello che ho fatto, il mio nome, la mia vita, la mia carriera, senza il mio consenso. Tutto ciò che hai è il tuo nome e la tua reputazione. Quando qualcuno prova a portarteli via, è naturale reagire».
Sull’educazione dei figli, Caroline, Albert e Stéphanie, la principessa si mostrava orgogliosa ma riservata, soprattutto di sulla loro vita privata: «Non entro nei dettagli. Quella appartiene a loro».
Non parlava di ritorno al cinema, ma guardava invece al futuro con speranza: «Nessuno ama l’idea di invecchiare. È solo questione di accettare l’inevitabile e non farsene turbare. Non ci si sente vecchi finché non arrivano dolori e acciacchi che ti costringono a cambiare abitudini. A me non è ancora capitato, sono fortunata. Guardo avanti, e diventare nonna sarebbe un’esperienza entusiasmante».
All’epoca i nipoti non c’erano ancora. Negli anni successivi, i suoi tre figli hanno dato al mondo undici bambini, che non hanno mai conosciuto la nonna ma la chiamano affettuosamente «Mémé des anges», la nonna degli angeli.

