Era il 24 settembre 2024 quando i fan di Sally Rooney si erano messi in fila davanti alle librerie per l’uscita del suo ultimo romanzo, Intermezzo. A distanza di un anno, la scrittrice irlandese ha vinto lo Sky Arts Award proprio per quel libro, ma non ha potuto ritirarlo di persona: il suo sostegno a Palestine Action, bandito dal governo britannico, la avrebbe esposta a un possibile arresto.
La vicenda ha radici precise. Nel luglio 2025 il governo del Regno Unito ha dichiarato illegale Palestine Action, un gruppo che organizza proteste contro aziende coinvolte nel commercio di armamenti destinati a Israele. Alcuni membri avevano fatto irruzione in un aeroporto militare e imbrattato aerei con vernice spray, azioni che hanno portato alla proscrizione del movimento ai sensi del Terrorism Act 2000.
Molti, dopo la proscrizione, hanno preso le distanze. Rooney no. La scrittrice ha annunciato pubblicamente che i proventi derivanti dai suoi romanzi, dalle traduzioni televisive e persino dai diritti venduti alla BBC, sarebbero stati devoluti a Palestine Action. Una dichiarazione d’intenti, ma anche un gesto materiale che, secondo la legge britannica, equivale a finanziamento di un’organizzazione proscritta.
Così, quando Rooney ha vinto lo Sky Arts Award, non ha potuto partecipare alla cerimonia londinese. Non era questione di agenda, né di riservatezza. La scrittrice ha dichiarato in un comunicato letto per lei durante la cerimonia: «Sono così commossa e grata di ricevere questo premio», ha iniziato Rooney nella sua dichiarazione di martedì, letta dal suo editore Alex Bowler.
«Ho davvero amato scrivere Intermezzo e per me significa tantissimo pensare che abbia trovato un piccolo posto nella vita dei suoi lettori. Grazie».
«Vorrei poter essere con voi questa sera per ricevere l’onore di persona, ma a causa del mio sostegno a proteste pacifiche contro la guerra, mi è stato consigliato che non posso più entrare nel Regno Unito in sicurezza senza rischiare un possibile arresto», continua la sua dichiarazione. «In questo contesto, desidero ringraziarvi ancora più calorosamente per aver onorato il mio lavoro stasera, e ribadire la mia convinzione nella dignità e nella bellezza di tutta la vita umana, e la mia solidarietà con il popolo palestinese».
Parole che, in un certo senso, chiudono simbolicamente la porta a un mercato che l’ha amata e premiata.

