Era con la nazionale italiana in Cile per gli allenamenti estivi Matteo Franzoso quando è caduto sulle piste delle Ande. È morto a Santiago il giorno prima di compiere 26 anni. Genovese di nascita, si era trasferito vicino a Cesana con la famiglia da ragazzino e sciava sulle piste di Sestriere.
La caduta è avvenuta su una pista di La Parva, stazione sciistica sulla Cordigliera delle Ande, durante gli allenamenti della squadra nazionale maschile in preparazione della prossima stagione, che ha l’appuntamento delle Olimpiadi di Milano Cortina nel prossimo febbraio. Questo tracciato, da una ventina di anni, è frequentato dalle nazionali di tutto il mondo.
La squadra azzurra era in Cile dal 6 settembre e doveva rientrare il 4 ottobre. Dal momento dell’incidente gli azzurri non si sono più allenati: Dominik Paris, Mattia Casse, Christof Innerhofer, Giovanni Franzoni, Florian Schieder, Guglielmo Bosca, Benjamin Jacques Alliod, Nicolò Molteni e Marco Abbruzzese. Matteo Franzoso, Franz in gruppo, si è fatto male nella parte alta del tracciato su un salto dove non c’è di solito grande velocità. Qui ha perso il controllo e ha superato ben due file di reti. Ha picchiato violentemente contro una staccionata con la testa. Ha riportato in forte trauma cranico. Dal coma farmacologico non è mai uscito.
A Santiago è arrivato già domenica il fratello Michele, 24 anni, allenatore allo sci club Sestriere. I genitori, papà Marcello, assicuratore, e mamma Olga sono arrivati per l’ultimo saluto al figlio. La famiglia di Matteo conosce bene quella di Matilde Lorenzi, scomparsa per una caduta in allenamento sul ghiacciaio della Val Senales. Da ragazzino aveva praticato danza, nuoto e arti marziali. Oltre allo sci andava in bici e il suo piano B era la laurea in ingegneria. Ha esordito in Coppa del Mondo nel superG della Val Gardena il 17 dicembre 2021. Diciassette sono state le sue gare in Coppa del mondo, l’ultima nel marzo scorso a Kvitfjell.
Dopo la tragedia dell’ottobre 2024 in cui è morta Matilde Lorenzi, l’Italia dello sci piange la morte di un altro atleta. Queste le parole del presidente della Fisi Flavio Roda: «È una tragedia per la famiglia e per il nostro sport, un dramma che ci riporta allo stato d’animo di poco meno di un anno fa, quando scomparve Matilde Lorenzi È assolutamente necessario fare tutto il possibile perché non si ripetano più episodi del genere. In questo momento triste e doloroso voglio dire a tutti gli atleti e tecnici, di tutti gli sport, che la Federazione è al loro fianco e che troveranno tutto il supporto necessario. Chiedo il massimo del rispetto per la famiglia di Matteo, alla quale staremo vicini per tutto quanto sarà necessario». Queste le parole del papà di Matilde Lorenzi: «Con l’incidente di Matteo siamo ripiombati nel baratro di un anno fa».

