Idf: “Circa 200.000 persone hanno lasciato Gaza City”
Decine di migliaia di palestinesi hanno evacuato Gaza City nei giorni scorsi, portando il numero totale di coloro che hanno lasciato la zona nelle ultime settimane a circa 200.000. Lo ha reso noto l’esercito israeliano. Si stima che circa un milione di palestinesi risiedessero nella città di Gaza prima che le Idf iniziassero a preparare la grande offensiva contro Hamas nella città di Gaza. Martedì, le Idf hanno ordinato a tutta la città di Gaza di evacuare immediatamente prima dell’offensiva pianificata. Ai civili è stato ordinato di dirigersi verso una zona umanitaria designata da Israele, nella parte meridionale della Striscia.
Oms: “Resteremo a gaza City nonostante l’ordine di evacuazione”
L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e i gruppi partner rimarranno a Gaza City nonostante gli ordini di evacuazione impartiti dall’esercito israeliano. Lo ha scritto su X il direttore generale, Tedros Adhanom Ghebreyesus. “L’Oms è scioccata dall’ultimo ordine di evacuazione, che chiede che un milione di persone si trasferiscano da Gaza City in una cosiddetta ‘zona umanitarià nel sud designata da Israele”, ha scritto il responsabile dell’Oms. “La zona non ha né le dimensioni né la portata dei servizi per supportare coloro che sono già lì, per non parlare dei nuovi arrivi”, ha affermato. “Quasi la metà degli ospedali funzionanti si trova a Gaza City”, ha aggiunto. Tedros ha anche chiesto alla comunità internazionale di agire, anche attraverso un cessate il fuoco immediato, il rilascio degli ostaggi e di chi è “arbitrariamente detenuto”, e garantendo la protezione dell’assistenza sanitaria, degli operatori umanitari e dei civili nel territorio palestinese. “Questo disastro è causato dall’uomo e la responsabilità rimane di tutti noi” la sua conclusione.
Houthi: “Almeno 35 morti e 130 feriti dopo attacchi di Israele”
I ribelli Houthi dello Yemen hanno comunicato che il bilancio degli attacchi aerei israeliani di ieri contro le loro postazioni nel Paese hanno causato la morte di almeno 35 persone e il ferimento di oltre 130. La maggior parte delle vittime degli attacchi si trovava nella capitale Sanàa, dove sono stati colpiti un quartier generale militare e una stazione di rifornimento, secondo quanto riferito dal ministero della Salute yemenita. L’esercito israeliano ha sferrato gli attacchi pochi giorni dopo che i ribelli Houthi avevano lanciato un attacco con droni contro un aeroporto israeliano.
Wsj: “Accesa telefonata tra Trump e Netanyahu sul Qatar”
Donald Trump ha avuto una telefonata accesa con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, esprimendo profonda frustrazione per essere stato colto di sorpresa dall’attacco israeliano contro i dirigenti di Hamas in Qatar: lo scrive il Wall Street Journal citando alti funzionari dell’amministrazione statunitense. Secondo il quotidiano, Trump ha detto a Netanyahu che la decisione di colpire i leader politici di Hamas a Doha, la capitale del Qatar, non è stata saggia. Ed era arrabbiato per aver appreso dell’attacco in corso dall’esercito statunitense, anziché da Israele, e perchè era stato colpito il territorio di un altro alleato degli Stati Uniti che stava mediando i negoziati per porre fine alla guerra di Gaza. Netanyahu ha risposto di avere una breve finestra temporale per lanciare gli attacchi e di aver colto l’occasione. Una seconda telefonata è stata cordiale, hanno riferito le fonti, quando Trump ha chiesto a Netanyahu se l’attacco avesse avuto successo. Il premier israeliano ha risposto di non saperlo. Un alto funzionario dell’amministrazione ha affermato che Trump, un convinto sostenitore di Israele, è sempre più frustrato da Netanyahu, che lo mette continuamente alle strette con mosse aggressive intraprese senza il contributo degli Stati Uniti, e che contrastano con gli obiettivi mediorientali dello stesso Trump.

