Ancora una tragedia sul lavoro, ancora un operaio morto in via Genova a Torino: alle 7.30 di stamattina, all’altezza del civico 86/A, è caduto il cestello di una gru e un lavoratore di 69 anni è morto dopo essere caduto da 12 metri di altezza. Un altro è rimasto ferito ed è stato soccorso dai sanitari del 118 di Azienda Zero.
Tutte le incongruenze nel crollo della gru di via Genova: “Buchi nella sicurezza”
15 Maggio 2025
Sul posto i carabinieri della Stazione Lingotto, lo Spresal (il servizio antinfortunistico dell’Asl) e la pm Sofia Scapellato, che ora indagano per chiarire che cosa abbia provocato l’infortunio sul lavoro. Secondo la prima ricostruzione Yosif Gamal, 69 anni, di origine egiziana e conosciuto da tutti come “Jimmy”, lavorava per la ditta Posting service sas di Torino. Stava sostituendo il cartellone pubblicitario sulla facciata di un palazzo di cinque piani quando è precipitato.
La seconda persona coinvolta, 70 anni, si trovava ai piedi della gru ed è stata trasportata dal 118 alle Molinette in stato di shock.
Si rovescia una gru in un cantiere, operaio cinquantenne muore a Torino
18 Novembre 2024
Il 18 dicembre 2021, proprio in via Genova, morirono Filippo Falotico, Roberto Peretto e Marco Pozzetti: i tre, rispettivamente di 20, 52 e 54 anni, precipitarono da 40 metri di altezza mentre stavano assemblando una torre edile con una gru e un’autogrù collegate l’una all’altra. Tra l’incidente del 2021 e quello di stamattina ci sono 300 metri di distanza.
L’incidente di oggi è avvenuto all’interno del cortile della parrocchia Santa Monica, che ospita una comunità di accoglienza per donne in difficoltà gestita da suore. “Com’è possibile che a 70 anni fosse ancora lì a lavorare? – è l’interrogativo di Nicola, un residente di via Genova, che ha assistito alla tragedia – Non abbiamo mai visto gli operai imbragati e con le protezioni. Queste tragedie non possono succedere, è un dramma tutto italiano. E pure a pochi metri dalla tragedia del 2021”.
Sempre stamattina, poi, è avvenuto un infortunio sul lavoro molto simile a Marano, vicino a Novara, dove un uomo di 27 anni è caduto da un cestello ed è finito in ospedale in codice rosso.
Numerose le manifestazioni di cordoglio per la vittima di via Genova, a partire da quella del presidente del Piemonte, Alberto Cirio: “Ancora una volta Torino e il Piemonte piangono una vittima sul lavoro. Una tragedia che è per tutti monito a non abbassare mai la guardia e mettere in campo ogni sforzo e ogni provvedimento possibile affinché sicurezza e prevenzione non siano solo parole, ma atti concreti”, un messaggio condiviso anche da Elena Chiorino, vicepresidente e assessora regionale al Lavoro.
“Un fatto drammatico in una via che era già stata teatro di un altro terribile incidente e che, a pochi giorni dall’anniversario della tragedia di Brandizzo, ci ricorda che come istituzioni non dobbiamo mai abbassare la guardia sulla necessità di promuovere una maggiore sicurezza in tutti i luoghi di lavoro”, aggiunge il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo.
“In questi anni sta aumentando l’incidenza degli infortuni nelle fasce di età più avanzate – dice Chiara Gribaudo, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia – A quell’età non si dovrebbe proprio essere sui luoghi di lavoro, figurarsi morirci”.
«Non è fatalità, è una tragedia annunciata – dichiara la senatrice torinese Silvia Fregolent (Italia Viva) – Le morti sul lavoro sono un’emergenza nazionale e non bastano cordoglio e promesse, servono provvedimenti concreti, più controlli, più formazione, più prevenzione e investimenti seri. Il governo deve agire subito. La sicurezza non può mai essere considerata un costo, altrimenti l’unico prezzo che continueremo a pagare sarà quello di vite spezzate di chi lavora e delle loro famiglie».
«Dobbiamo spezzare questa catena di morti sul lavoro – dichiara Massimiliano Quirico, direttore di Sicurezza e Lavoro – che riguarda ogni settore e che non risparmia le piccole come le grandi città. Mezzi da lavoro non adeguati, formazione insufficiente e cattiva organizzazione del lavoro sono tra le cause principali degli infortuni sul lavoro e se non si interviene in maniera strutturale su questi fattori e se non si mettono in campo maggiori controlli, piangeremo ancora altre morti e altri infortuni».

