Il celebre “greige”, a metà tra il grigio e il beige, uno dei colori di Giorgio Armani, si ispirava ai suoi anni a Piacenza, la città in cui è nato e cresciuto prima di trasferirsi a Milano. Un celebre “grigio Trebbia”, tipico per chi le ha frequentate, delle atmosfere cromatiche attorno al fiume che aveva vissuto da giovane.
Perché come raccontò in una intervista al quotidiano “Libertà” dell’allora direttore Pietro Visconti Piacenza per lui significava tanti ricordi e soprattutto «i giochi sui prati lungo il fiume, le prime domeniche al cinema con mio padre». E perché per lui Piacenza restava “un eden” legato alle memorie della giovinezza a cui quel colore rimandava. Ora che se ne è andato, all’età di 91 anni, Piacenza lo celebra anche per il suo affetto speciale per la città, dove aveva fatto le elementari alle Alberoni e il liceo Respighi, e dove gli era stata conferita dall’università Cattolica la laurea honoris causa in “Global Business Management”, pochi anni fa. All’epoca Armani aveva dichiarato ancora una volta il suo amore per Piacenza: «Le mie radici sono rimaste sempre qua, con la mia storia vorrei essere un esempio e uno stimolo per ricordare che il lavoro vero porta lontano».
È morto Giorgio Armani, il re della moda. Camera ardente sabato e domenica a Milano
04 Settembre 2025
A Piacenza è stato proclamato il lutto cittadino, nel giorno delle esequie dello stilista, lunedì 8 settembre. Lo ha annunciato la sindaca Katia Tarasconi che ha voluto ribadire il legame costante in una lunga e sentita nota: «Del suo legame abbiamo avuto prova in occasioni felici, con la sua firma sugli abiti di rappresentanza del Piacenza Calcio tutto italiano in serie A nel 1993, ma ancor più in uno dei momenti più difficili che la nostra comunità abbia attraversato, in anni recenti durante il Covid, quando nella primavera del 2020 nelle fasi più critiche dell’emergenza pandemica, anche l’ospedale di Piacenza fu destinatario della donazione di due milioni di euro con cui Giorgio Armani – che scelse di riconvertire tutti i suoi stabilimenti alla produzione di camici monouso e dispositivi di protezione, da donare a medici, infermieri e operatori in prima linea – volle sostenere le strutture sanitarie in quel periodo. Sul quotidiano ‘Libertà’, a tutta pagina, il suo messaggio di solidarietà e vicinanza, con parole semplici e autentiche in cui ricordava anche il desiderio, accarezzato in gioventù, di diventare medico».
La sindaca conclude così l’omaggio all’illustre concittadino scomparso: «Credo che, in qualche modo, medico lo sia stato. Ci ha insegnato cosa significhi coltivare la semplicità come valore, perseguire l’attenzione al dettaglio, la creatività e l’autenticità dello stile laddove, erroneamente, si tende a identificare la moda con l’omologazione. Se la bellezza, nell’accezione più profonda del termine, è una medicina per l’anima, Giorgio Armani si è preso cura della società contemporanea con la passione infaticabile dell’artista, la dignità e il rispetto del lavoro. C’era, nella sua riservatezza concreta, quell’identità piacentina che aveva conosciuto in famiglia, negli anni dell’infanzia». Per il presidente della Regione Michele de Pascale «Armani continuerà a vivere attraverso le sue creazioni, che hanno definito un modello di eleganza riconosciuto in tutto il mondo. Un genio creativo e un imprenditore internazionale, che ha mantenuto per tutta la vita un legame con la sua terra d’origine, da cui ha mosso i primi passi di un percorso straordinario».

