A chi dovrebbe chiedere scusa?
«A una persona a cui ho detto “è finita” la sera prima di Natale».
Tornando indietro lo direbbe ancora?
«No».
Come passa le sue giornate oggi?
«Sveglia presto alle sei e mezza, doccia, barba, ginnastica due volte al giorno, colazione. E guai se non faccio tutto questo. Se non lo facessi, mi sentirei un verme».
È sempre stato così?
«No, lo sono diventato».
Che cosa la fa arrabbiare?
«La supponenza».
Che cosa la fa innamorare?
«Un viso, una frase, una carezza».
Lei dice che non ha paura della morte ma della malattia sì.
«La morte fa paura ma fa parte della vita, la devi accettare. La malattia è diversa, ti fa dire: “Ma perché è capitata proprio a me?”».
Negli anni passati ha avuto un’epatite grave da cui è guarito. Com’è stato affrontarla?
«Sa che non me ne sono accorto? Io, che sto attento a tutto, non mi sono accorto di essere malato così seriamente. È stata, forse, una reazione psicologica, una volontà di dire che ce l’avrei fatta. Tanto me lo dicono sempre tutti: tu ce la fai sempre, ce la farai anche questa volta».
Alcuni bozzetti delle collezioni Giorgio Armani e Armani Privé tra il 1988 e il 2023.
Lascerà la sua azienda a una fondazione…
«Sì, con una parte della mia famiglia e qualche elemento esterno. È stato un processo naturale. Nella mia vita, non mi sono mai posto il problema di dire ora faccio questo così domani ottengo quello. Sono sempre andato avanti facendo quello che amo e quello che ritengo vada fatto in quel momento storico preciso. Nella moda, nei rapporti, io vado sempre avanti».
Lei cosa farebbe se oggi avesse vent’anni, se iniziasse ora la sua avventura di stilista?
«Io non ho mai avuto il fuoco sacro della moda. Ho fatto il designer come avrei potuto fare l’avvocato o il medico. Non sono stato un bambino che sognava la moda disegnando i vestiti delle bambole. Però ho capito che con la moda potevo fare soldi, esprimermi e confrontarmi con quello che avevo intorno».
Lei si è espresso più volte contro il populismo dilagante e a favore della democrazia. Che consiglio si sente di dare ai politici di oggi?
«Di studiare che cosa è stato. Di non dimenticare. Io voglio votare sempre e solo persone che inseguano democrazia e libertà e non si dimentichino di che cosa è stato il passato».

