Critiche, giudizi, commenti velenosi. Sono ciò che Emma Heming ha dovuto affrontare, dopo aver rivelato che il marito Bruce Willis, 70 anni, affetto da demenza frontotemporale, ora vive in una casa separata da quella della famiglia, con assistenza professionale continua.
Durante uno speciale andato in onda su ABC, in cui ha annunciato l’uscita del suo libro The Unexpected Journey: Finding Strength, Hope and Yourself on the Caregiving Path, prevista per il 9 settembre, la modella ha spiegato che la decisione è stata dolorosa, ma necessaria, inevitabile: «È stata una delle scelte più difficili, ma sapevo che Bruce avrebbe voluto questo per le nostre figlie (Mabel, 13 anni, ed Evelyn, 11). Lui vorrebbe che vivessero in una casa più adatta ai loro bisogni, non ai suoi». Parole che hanno scatenato reazioni contrastanti.
Così, pochi giorni dopo, la modella ha pubblicato un video su Instagram per fare chiarezza: «Sapevo che, condividendo informazioni così intime, si sarebbero creati due schieramenti: da una parte chi ha solo un’opinione, dall’altra chi ha davvero esperienza». E ha aggiunto: «È l’ennesima dimostrazione di ciò contro cui i caregiver devono combattere ogni giorno: il giudizio degli altri. Troppo spesso vengono giudicati in fretta e ingiustamente da chi non ha vissuto questo percorso o non si è mai trovato in prima linea».
Emma Heming ha voluto rassicurare i fan anche sulle condizioni fisiche del marito: «Bruce Willis è in ottima salute generale. È solo il suo cervello che lo sta tradendo. Il suo linguaggio se ne sta andando, ma abbiamo trovato un modo diverso di comunicare con lui. È semplicemente un altro modo di parlare insieme». E ha ribadito che quella del marito è diventata per tutta la famiglia «una seconda casa», un luogo in cui si respirano «amore, calore, cura e risate».
La modella ha anche letto in anteprima una delle frasi del suo libro, nato dal suo vissuto personale: «Tutti avranno un’opinione, ma bisogna ricordarsi che la maggior parte non ha l’esperienza per sostenerla. E se è così, non dovrebbero dire la loro, e tu non dovresti dargli peso».

