“Abbiamo letto gli articoli della stampa e contattato le autorità libiche competenti in merito a questo incidente segnalato per chiarire i fatti”. Si muove l’Unione europea sull’attacco che nave umanitaria Ocean Viking di Sos Méditerranée ha subito dalla Guardia Costiera libica. Per venti minuti, mostrano senza ombra di dubbio video e foto diffusi dall’ong, uomini armati, a bordo di una delle motovedette che l’Italia ha donato a Tripoli, hanno sparato contro la nave, colpendo motoscafi di soccorso e attrezzature, tutti pesantemente danneggiati, e il ponte di comando.
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25 Agosto 2025
I proiettili sono stati sparati ad altezza uomo e solo per miracolo nessuno è rimasto ferito o ucciso. “Spetta ora alle autorità libiche competenti fare urgentemente luce su quanto accaduto”, ha detto il portavoce della Commissione europea, Markus Lammert, nel briefing quotidiano con la stampa. Su possibili provvedimenti, non si sbilancia: “Ora stiamo stabilendo i fatti, e quindi non stiamo parlando delle possibili conseguenze di questo o dell’impatto”.
Nel frattempo, in Italia è partita la macchina delle indagini. Già ieri sera, mentre gli 87 naufraghi salvati toccavano finalmente terra, a bordo è salita la Scientifica per i primi rilievi, che secondo indiscrezioni dovrebbero proseguire anche nella giornata di oggi. Di certo, come da prassi, la Guardia costiera ha già acquisito immagini, video e foto, che documentano quanto avvenuto domenica pomeriggio.
Ocean Viking, su autorizzazione delle autorità italiane, aveva appena terminato la seconda operazione di soccorso e stava per fare rotta verso un terzo barchino malmesso quando è stata raggiunta a tutta velocità da una motovedetta della Guardia Costiera libica. La nave si trovava in acque internazionali ma via radio è stato intimato al comandante di andare via. Subito dopo sono partiti gli spari: per oltre venti minuti Ocean Viking è stata raggiunta da raffiche di mitra.
“È intollerabile – sottolinea il coportavoce dei Verdi e deputato di Avs, Angelo Bonelli – che le nostre navi vengano trasformate in strumenti di violenza contro chi salva vite. Difendere chi soccorre significa difendere la dignità dell’Italia, il diritto internazionale e la Costituzione. Il silenzio di Meloni, mentre con una nave italiana si spara a una missione umanitaria, è un atto di resa politica e morale che umilia il nostro Paese davanti all’Europa e al mondo”

