Angela Taccia, avvocato e migliore amica di Andrea Sempio, non ha dubbi: «Se lui ha ucciso Chiara, io smetto di fare l’avvocato e mi ritiro sulle montagne».
Lei conosce bene la storia di quel gruppo di amici che frequentava la villetta di Garlasco all’epoca dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007. «Quei ragazzi erano una seconda famiglia per me», racconta in un’intervista a Oggi, ricordando il primo incontro con loro: «Halloween del 2005, avevo 16 anni. Mi ero fidanzata con Alessandro Biasibetti, un compagno di liceo. Mi portò a Garlasco, al pub Punto Zero, e mi disse: “Quelli sono i miei amici”. Erano tutti al tavolo, Andrea Sempio, Marco Poggi, Mattia Capra, Roberto Freddi. Iniziai a passare i sabati con loro, tra una cena e una birra al Punto Zero. Ho detto in tv che eravamo degli “sfigatelli” perché non ci sfasciavamo di alcol come gli altri e andavamo in discoteca al massimo una volta al mese».
Angela Taccia era cresciuta in un ambiente ben diverso da quello dei suoi amici: «A casa mia hanno fatto tutti l’Università Cattolica, mi hanno cresciuta a danza classica, pianoforte, vacanze a Stresa e golf club, tra persone che avevano castelli in Scozia. Persino i più “normali” cercavano di darsi un tono. Quei ragazzi di Garlasco, invece, erano diversi, genuini, diretti, schietti, non avevano bisogno di fingere di essere quello che non erano e non gli importava niente di giudicare gli altri».
Con Andrea Sempio l’amicizia si è consolidata lentamente: «Mi chiamava “la randagia da divano”, ci ha messo tre anni a diventare mio amico. Un giorno gli dissi: “Cascasse il mondo, io diventerò la tua migliore amica e tu ringrazierai Dio per questo”. Non sembrava felice all’idea».
Chiara Poggi, racconta l’avvocata Angela Taccia, la vedevano raramente: «Ogni tanto veniva fuori ad aprirci. “Ciao, c’è Marco?”. “Sì, arriva”. Tutto qui».
Il 13 agosto 2007, giorno del delitto, era a Stresa: «Biasi, che era in Trentino con Marco, mi chiamò: “È successa una cosa terribile, forse una tragedia, dobbiamo tornare subito a Garlasco, la sorella di Marco sta malissimo, non capiamo se sia morta o no, forse è caduta dalle scale, forse una rapina, siamo tutti nel panico”». La tragedia «ci unì ancora di più. Con Biasi andavamo a prendere Marco a casa della nonna, faceva molta tenerezza, ti veniva voglia di proteggerlo».
Di Andrea Sempio, Angela Taccia ricorda i gesti gentili: «Era particolare, con i capelli lunghi, le magliette dei gruppi metal e gli anfibi. Ma nonostante l’apparenza un po’ dura, usciva dai locali chiedendo “permesso” e “scusi”, cedeva il passo agli anziani, una volta si accorse di un grillo in difficoltà e rimase indietro per metterlo su una pianta. Notava persino le formiche in fila e ci diceva di non calpestarle. Leggeva, ascoltava Tom Waits. Era un po’ burbero ma, mentre borbottava, aiutava gli altri».

