Molti ambulatori di Malattie Infettive sono strettamente correlati a quelli in cui viene offerta la PrEP (acronimo di Profilassi Pre Esposizione), una cura preventiva per evitare, appunto, di contrarre il virus dell’Hiv. Se fatta bene, rispettando quindi dosaggi e modalità di assunzione, è sicura al 99 per cento. Ci si può sottoporre in maniera continuativa, una compressa al giorno, oppure nella modalità «on demand», ovvero solo nel periodo in cui si mette in conto di avere rapporti sessuali non protetti. «Proprio in previsione di questo periodo, se le persone sono ad alto rischio viene offerta anche questa opzione di protezione», precisa la dottoressa Nozza. «In genere, constatiamo un aumento delle richieste di PrEP soprattutto prima dell’estate e prima delle vacanze primaverili e invernali. In tre momenti specifici dell’anno, tanto per intenderci: novembre-dicembre, aprile-maggio, giugno-luglio. E per i test soprattutto settembre e ottobre».
I vantaggi della «Long Acting PrEP»
I primi dati nazionali della Coorte Pride, network che raccoglie i dati della PrEP in Italia, confermano un aumento di richieste di PrEP dal 2023 al 2024 di circa il 33%, quindi «un aumento molto importante in tutto il Paese, concentrato in alcune regioni, che forse sono anche quelle più organizzate», evidenzia ancora l’infettivologa.
In questo contesto, si inserisce anche la nuova long acting PrEP, la prima formulazione iniettabile a lunga durata d’azione con somministrazione bimestrale che permette di superare il limite della ridotta aderenza alla Profilassi pre-Espozione (PrEP) associata al farmaco che si assume oralmente. Da una compressa giornaliera si passa in questo caso a sei iniezioni l’anno, una ogni due mesi. «La long acting PrEP facilita l’accesso a una serie di persone un po’ più problematiche nell’assunzione della PrEP per bocca, sia per motivi di tolleranza che di aderenza, ma anche per uno stigma e un autostigma», commenta la dottoressa Nozza. «Fare un’iniezione e poi partire per le vacanze in una situazione di sicurezza, piuttosto che dover assumere una pastiglia quotidiana, soprattutto in alcuni Paesi, è certamente più agevole».
Studi clinici hanno anche dimostrato che la long acting PrEP è più efficace della PrEP orale, è ben tollerata e ha poche interazioni farmaco-farmaco clinicamente significative. E c’è di più: poiché i farmaci a lunga durata d’azione rappresentano la direzione della ricerca in ambito preventivo di HIV, lo scorso 19 giugno la Food and Drug Administration (l’ente regolatorio per i farmaci degli Stati Uniti) ha approvato un ulteriore farmaco iniettabile, in questo caso con somministrazione semestrale. Per averlo anche in Europa, bisognerà ora attendere anche il via libera dell’Ema e successivamente dell’Aifa per l’Italia. Ma la speranza di tutti è che il passo sia breve.

