La giunta per le autorizzazioni della Camera, per bocca del suo presidente Devis Dori, fa sapere i tempi dei lavori sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del sottosegretario Alfredo Mantovano e dei ministri Matteo Piantedosi e Carlo Nordio sul caso Almasri. Con la previsione del voto finale in Aula entro la fine di ottobre.
“L’ufficio di presidenza della giunta per le autorizzazioni della Camera ha deciso all’unanimità i tempi dell’esame delle carte inviate dal Tribunale dei Ministri in merito alle posizioni del sottosegretario Alfredo Mantovano e dei ministri Matteo Piantedosi e Carlo Nordio sul caso Almasri, dando di fatto avvio ai lavori – si sottolinea in una nota -. Entro la fine di settembre sarà pronta la relazione per l’Aula, si terranno almeno cinque sedute, inviteremo infine gli interessati a fornire i loro chiarimenti. Sia la Giunta che l’Aula esprimeranno tre voti distinti, con voto palese in Giunta e segreto in Aula la quale voterà definitivamente entro ottobre”.
Cos’è la giunta per le autorizzazioni
La giunta per le autorizzazioni è un organo permanente con competenza a decidere in prima istanza sulle richieste di arresto, perquisizione e intercettazione dei deputati. E’ formato da 21 deputati. Da prassi la presidenza è affidata a un membro dell’opposizione. Il presidente attuale è l’avvocato Devis Dori eletto nel 2022 con Avs. Nel 2018 era entrato alla Camera nelle file del Movimento 5 stelle.
Le reazioni
Dopo l’arrivo degli atti alla Camera sul caso Alamsri, arrivano i primi commenti del mondo politico. Angelo Bonelli, parlamentare Avs e co-portavoce di Europa Verde attacca il governo: “Sul caso Almasri nessun esponente del governo italiano ha mai parlato di ragion di Stato. Anzi, il ministro Piantedosi è venuto in Parlamento a dire esattamente il contrario, affermando che non c’erano pressioni dalla Libia e che non esisteva alcun pericolo per l’Italia. Ha mentito davanti al Parlamento della Repubblica. Anche il ministro Nordio ha mentito su più circostanze, dalle trasmissioni degli atti ad altri aspetti rilevanti”.
Secondo Matteo Renzi, leader di Italia viva, “l’errore del governo è aver detto bugie. Sono venuti in parlamento e soprattutto Nordio ha raccontato una catena di bugie. Il problema giudiziario se lo vedono i magistrati, ma un governo della Repubblica che racconta una catervadi fregnacce… avrebbero dovuto parlare il linguaggio franchezza e dire del segreto di stato”.

