Si è riaccesa in questi giorni la questione delle professioniste dello sport che scelgono di diventare madri. Come si conciliano sport agonistico e maternità nel nostro Paese? Secondo Federica Pellegrini, non troppo bene. Davanti alla testimonianza di Asja Cogliandro, pallavolista 29enne del Perugia che ha denunciato di essere stata esclusa dalla squadra e lasciata senza stipendio dopo aver comunicato la sua gravidanza, l’ex campionessa di nuoto, madre di Matilde, interviene senza mezzi termini.
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E in una nuova intervista rilasciata a La Stampa, dice la sua: «Sfrattarla e sospenderle lo stipendio è un trattamento crudele. È rimasta incinta, non si è spaccata il ginocchio con il freestyle sulla neve», ha dichiarato l’ex nuotatrice. La vicenda di Cogliandro ha acceso i riflettori su un tema ancora irrisolto: le tutele per le atlete madri, soprattutto in sport come la pallavolo dove molte giocatrici non sono riconosciute come professioniste.
Intanto mentre il club umbro nega il licenziamento e parla di un’offerta economica respinta dall’atleta, Cogliandro ha replicato su Instagram: «Volevano che mi levassi di mezzo». Quanto a Federica Pellegrini, oggi figura chiave nelle commissioni di CONI e CIO, va oltre la condanna e nell’intervista a La Stampa propone una soluzione concreta: «In attesa di tutele, più che dovute, le sportive però devono firmare solo contratti con clausole precise. Come mossa collettiva». E ammette: «La mia esperienza personale mi dice che quando si parla di business è davvero difficile trovare sensibilità. Bisogna definire tutto».
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Il suo esempio personale è chiaro: «Quando ho deciso di provare a restare incinta avevo smesso di nuotare, ma i miei contratti di lavoro dicevano “in caso di”. Dovrebbero esserci garanzie diverse», sottolinea Federica Pellegrini. La quale sottolinea: «La maternità non può mai essere vista come una colpa». Conclusione? «Questa vicenda deve essere un campanello d’allarme per tutte. Il rispetto non può dipendere dalla buona volontà. Deve stare nero su bianco», sottolinea l’ex nuotatrice e mamma di Matilde. solidale con tutte le professioniste dello sport che, come lei, vogliono creare una famiglia.

