E così, And Just Like That chiude alla fine della terza stagione. Addio a Carrie e compagne, stavolta per davvero. A dare la notizia è stato Michael Patrick King, creatore e showrunner della serie, che il 1° agosto ha pubblicato un messaggio su Instagram spiegando che, scrivendo l’episodio 10, ha capito che era arrivato il momento di fermarsi. La decisione, condivisa con Sarah Jessica Parker e gli alti vertici HBO Max, è arrivata con il finale allungato in due parti — previste per il 7 e 14 agosto negli Stati Uniti (15 agosto in Italia).
Sarah Jessica Parker e John Corbett sul set di And Just Like That 2.
Il revival, lanciato nel dicembre 2021, aveva promesso nuove voci e nuovi temi, ma col tempo ha generato più critiche che entusiasmo. I fan hanno protestato online, accusando la serie di aver smarrito la sua anima: troppo glam, poco cuore; tanta «city» degli ultraricchi e quasi nessun «sex». Molti si sono lamentati della superficialità dei nuovi personaggi, dell’assenza ingombrante di Samantha (Kim Cattrall), della morte improvvisa di Mr. Big, e soprattutto del personaggio di Che Diaz, considerato forzato e divisivo.
HBO
Le recensioni dalla stampa non sono state più indulgenti. La prima stagione ha ottenuto solo il 48 % su Rotten Tomatoes (voto medio 5,5/10), considerata incapace di riprodurre l’effervescenza originale di Sex and the City. La seconda stagione è salita al 65 %, ma ancora considerata meno vivace del passato. Solo la terza ha trovato un tono più saldo, con il 79 % di recensioni positive su Rotten Tomatoes e un 66/100 su Metacritic, descritta come più matura, anche se tardiva.
Critici come Judy Berman su Time hanno osservato che «la scintilla si è spenta»: il personaggio di Mr. Big è passato da scapolo tossico a principe azzurro (defunto) di Carrie, scatenando confusione emotiva. Lina Lecaro su L.A. Weekly ha attaccato il revival per aver perso la carica dirompente del franchise originale e per aver inserito Che Diaz come caricatura stereotipata che ha esacerbato malumori tra i fan queer.
L’immagine nostalgica e irreale di New York – essenziale nel Sex And The City originale – è stata sostituita da atmosfere più asettiche, che hanno finito per rendere la serie meno evocativa e riconoscibile. E così il revival ha mostrato troppa alta borghesia e poca vita reale; troppi abiti firmati, troppe stanze ampie, e pochi dialoghi veri, sensuali, autentici. Insomma: c’era molta City, poco Sex.

