Le dita dei piedi, ora più che mai, sono al centro dell’attenzione: non più nascoste o semplicemente abbellite, sono esposte e celebrate. Rimangono, però, divisive. C’è infatti chi non ne sopporta l’aspetto e considera quest’ultima fissazione fashion un affronto alla vista ancora peggiore delle celebri quanto vituperate cosiddette, per usare un termine che rende chiaro il concetto, ugly shoes. Eppure, è innegabile che di recente abbiamo assistito a un aumento esponenziale di scarpe che rivelano il proprio «contenuto» grazie a materiali come il mesh o il PVC oppure che ne riproducono la forma, come i modelli trompe l’oeil parte della collezione Primavera-estate 2025 di Schiaparelli, brand che ha il surrealismo nel suo DNA.
La recente decisione di Rick Owens di aprire un account OnlyFans dedicato proprio alle sue estremità non fa che confermare che, dopo aver denudato proprio tutto, la vera trasgressione sta forse proprio nel mostrare le dita dei piedi. Ma come siamo arrivati al rigoglioso fiorire di questo feticismo?
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Il perché del feticismo dei piedi nella moda:
La normalizzazione delle Tabi
Ispirate ai calzini tradizionali indossati in Giappone, da quando hanno fatto il loro debutto in occasione della sfilata Primavera-estate 1989 della maison non hanno mai smesso di far parlare di sé. Considerate un accessorio da veri insiders e ritenute al tempo stesso eccentriche e «bruttine» da alcuni, hanno raggiunto la viralità nel 2023 grazie a un video su TikTok, video nel quale una creator raccontava di come, in seguito a un recente appuntamento, si fosse resa conto che il ragazzo che aveva ospitato a casa le avesse sottratto proprio le Tabi per poi regalarle a un’altra.
Che sia stato l’effetto dei social media oppure no, è indubbio che il modello creato da Martin Margiela di recente sia uscito dalla propria nicchia per diventare mainstream. Ciò che un tempo era considerato parte di un look controverso, perché tra le altre cose dava ai piedi l’aspetto di zoccoli animali, ora è invece popolare. Ecco spiegato, forse, uno dei motivi che hanno portato molti designer a sperimentare con stili originali e forme sempre più surreali e provocatorie.
Le Trompe-L’oeil Toe Mules di Schiaparelli. Courtesy Schiaparelli.
Dita dei piedi e naked dressing
Già nel 2023, osservando il moltiplicarsi delle infradito in passerella, Vogue dichiarava che «le dita dei piedi sono le nuove gambe» mentre in un recente articolo sul New York Times Liana Satenstein, autrice del substack di successo Neverworns, sostiene che la tendenza a scoprire completamente le estremità vada in realtà di pari passo con il naked dressing, che impone di indossare, per esempio, gli slip al posto dei pantaloni, lasciando ben poco all’immaginazione.
Di conseguenza, in un momento in cui tutto è esposto e in bella vista, nulla sembra in grado di solleticare l’immaginazione né tantomeno di scandalizzare più di tanto. E qui arriviamo ai piedi che, da sempre, sono considerati erotici, dalla curva delle caviglie all’attaccatura delle dita. A differenza del viso, non vengono toccati da trattamenti estetici e chirurgia tanto che parlando della sua nuova avventura su OnlyFans, Rick Owens l’ha descritta anche come un modo di esplorare il tema dell’ageismo. Lo stilista si è infatti ispirato alla Contessa Castiglioni che, con l’avanzare dell’età, rinchiusa in un appartamento senza specchi, continuò a ritrarre le proprie estremità fino alla sua scomparsa, unica testimonianza del passare del tempo sulla sua pelle.

