ll gip Daniela Garlaschelli ha conferito oggi al perito Domenico Marchigiani l’incarico di analizzare dal punto di vista dattiloscopico la spazzatura trovata in casa Poggi dopo il delitto e il confronto tra le impronte contenute nei fogli di paracetato prelevate all’epoca e quelle di una lunga serie di persone. Tra queste anche quelle nella villetta di Garlasco dopo l’omicidio. Nonostante questo sia “un dato ripetibile, nel senso che quei dati ci sono e ci saranno sempre”, ha commentato l’avvocato della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni.
L’incidente probatorio sul caso di Garlasco riguarderà, dal punto di vista dattiloscopico, la spazzatura trovata in casa Poggi e i fogli di acetato con le impronte prese all’epoca. All’esame sulla spazzatura si era opposta la difesa di Andrea Sempio, indagato nella nuova inchiesta sul delitto di Chiara Poggi, uccisa nel 2007. “Questo perché – ha spiegato l’avvocata di Sempio, Angela Taccia – ho ribadito che se manca il presupposto del corretto sequestro non ci dovevano essere nemmeno gli accertamenti genetici”. “Dal punto di vista genetico è già uscito che a carico del mio assistito non c’è niente. Per sicurezza la gip vuol fare tutti gli accertamenti possibili”, ha concluso.
“Il Codice prevede che la Procura debba fare delle indagini anche nell’interesse dell’indagato. La Procura di Pavia le ha estese anche nell’interesse del condannato ma non accoglie le richieste della persona offesa”. Lo ha detto Gianluigi Tizzoni, il legale della famiglia di Chiara Poggi a proposito del rifiuto da parte della procura, a cui si è associata la difesa di Andrea Sempio, di non ammettere nell’incidente probatorio sull’omicidio di Garlasco la traccia 33 attribuita ad Andrea Sempio, indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio del 2007.
“Io credo che questa Procura proceda nell’interesse della giustizia”. E’ secca la risposta di uno dei difensori di Alberto Stasi, Giada Bocellari, al legale di parte offesa, Gian Luigi Tizzoni il quale aveva affermato che mentre il Codice “prevede che le indagini siano anche nell’interesse dell’indagato la Procura di Pavia le ha estese anche a favore del condannato”. Questo in riferimento al fatto che la Procura ha detto no all’ammissione nell’incidente probatorio per il delitto di Chiara Poggi a Garlasco della traccia 33 trovata sul muro di casa della vittima e attribuita dagli inquirenti ad Andrea Sempio, attuale indagato nella nuova inchiesta, mentre l’allora fidanzato di Chiara, Alberto Stati, è stato condannato in via definitiva a 16 anni.
L’avvocata ha quindi spiegato che durante l’udienza “la gip ha chiesto se le parti erano d’accordo con l’estendere l’incidente probatorio anche alla parte di confronto di queste impronte sulle paradesive con altri soggetti”. “La difesa di Sempio si è opposta fermamente – ha riferito Bocellari -. La difesa delle persone offese si è opposta perché aveva chiesto anche l’estensione all’impronta 33, ma c’è una sostanziale differenza: mentre le paradesive erano già oggetto di questo incidente probatorio per la parte genetica” l’impronta 33 invece è fuori dall’incidente probatorio.
Secondo una consulenza depositata dalla difesa di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Garlasco, quell’impronta sul muro di casa Poggi “non è di Andrea Sempio” e “non contiene sangue”. Lo ha detto l’avvocata Angela Taccia, difensore di Sempio. L’impronta 33 non ha infatti le “minuzie” sufficienti per attribuirla al suo assistito che “ha la serenità dell’innocenza”.
La traccia non fa parte dell’incidente probatorio, nonostante la richiesta della difesa Poggi e la difesa di Sempio si sia opposta, coma la Procura, alla sua ammissione.
Per approfondire Agenzia ANSA Garlasco: sul tampone di Chiara Poggi escluse contaminazioni recenti – Notizie – Ansa.it Perita, nessuna traccia di chi ha preso parte all’esame (ANSA)
Gli obiettivi dell’incidente probatorio
Incidente probatorio anche sulle impronte Esperto le cercherà sui resti della spazzatura di 18 anni fa PAVIA C’è attesa al Tribunale di Pavia per l’udienza sul caso-Garlasco che comincerà in mattinata davanti al gip di Pavia Daniela Garlaschelli con la quale sarà conferito l’incarico al perito dattiloscopista Domenico Marchigiani per individuare ed eventualmente comparare impronte, se verranno trovate sui reperti della spazzatura di 18 anni fa, come confezioni di tè, cereali e yogurt.
Era stata la Procura di Pavia a chiedere che, oltre agli accertamenti genetici, l’incidente probatorio venisse esteso alla ricerca e analisi di impronte sui reperti, dopo che dalle prime verifiche, tra l’altro, era emersa una probabile traccia papillare sulla confezione di tè freddo. Su quei reperti non era stato trovato nulla di utile per le nuove indagini a carico di Andrea Sempio, perché era stato rintracciato solo Dna di Alberto Stasi, il condannato in via definitiva, e della vittima Chiara Poggi. E’ stata quindi decisa un’estensione all’aspetto dattiloscopico dell’incidente probatorio mentre per quanto riguarda gli accertamenti genetici dei quali sì occupa la perita Denise Albani, si dovrebbe ripartire ai primi di agosto, dopo la prima analisi che, a ora, ha portato ad individuare soltanto una traccia genetica maschile su una garza usata per prelevare all’epoca materiale biologico dalla bocca di Chiara Poggi.
Si intende escludere se il cosiddetto “ignoto 3”, sia un profilo da contaminazione e per questo i pm di Pavia stanno lavorando ad una serie di comparazioni con un elenco di decine di persone tra addetti che vennero in contatto col corpo di Chiara e amici di Sempio. Finora è stata esclusa la contaminazione di coloro che recentemente hanno partecipato alle operazioni peritali.
La parte centrale dell’incidente probatorio rimane comunque l’analisi sui due profili genetici trovati sulle unghie della 26enne, uno dei quali per i pm sarebbe di Sempio.
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