Dopo mesi
di attesa e un lavoro di approfondimento storico e giuridico, il
ministero della Cultura “ha ufficialmente avviato
un’interlocuzione con l’italoamericano avvocato Tito Mazzetta”,
in merito alla vicenda della biga etrusca di Monteleone di
Spoleto, trafugata nel 1903 e oggi custodita al Metropolitan
Museum of Art di New York. Lo riferisce la sindaca del Comune
umbro, Marisa Angelini, spiegando che “la svolta è arrivata
grazie anche alle recenti scoperte del dottor Guglielmo
Berattino, che hanno contribuito a rafforzare la fondatezza
delle richieste già avanzate a livello istituzionale”.
“Determinante” si è rivelato l’impegno costante della stessa
sindaca, che aveva trasmesso una formale comunicazione in merito
al ministro della Cultura, Alessandro Giuli, sollecitando un
esame diretto da parte degli uffici competenti.
In risposta, il ministero ha comunicato la disponibilità a
fissare un incontro in videoconferenza.
Il Comune di Monteleone di Spoleto “accoglie con
soddisfazione – commenta l’ente – questo passo istituzionale,
che potrebbe segnare un momento decisivo nel percorso verso il
riconoscimento della verità storica e giuridica sulla vicenda
della biga”.
Per la sindaca Marisa Angelini “è un dovere morale non
abbandonare il confronto per la restituzione della biga ,
reperto unico al mondo, di fondamentale importanza per lo studio
della storia dei popoli italici”.
La biga etrusca (fu costruita nel 560 avanti Cristo da un
artista greco che lavorava a Vulci) fu scoperta casualmente nel
1902 da un contadino insieme con altri pezzi di pregio nella
tomba di un notabile sabino. Fu poi venduta per pochi soldi e,
di mano in
mano, arrivò dapprima a Parigi e di qui negli Stati Uniti dove
ora è esposta al Metropolitan Museum di New York.
Da oltre 20 anni il Comune umbro sta portando avanti una
battaglia per dimostrare che questo reperto sarebbe stato
esportato nel 1902-1903 con metodi e modalità che avrebbero
aggirato le leggi italiane.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

