ROMA – L’efficacia dell’offerta pubblica di scambio di Monte dei Paschi su Mediobanca è subordinata al conseguimento di una partecipazione rappresentativa di almeno il 35% dei diritti di voto esercitabili in assemblea. Lo si legge nel prospetto dell’aumento di capitale pubblicato dall’istituto di Siena. Questa soglia, a differenza di quella del 66,67%, non è rinunciabile, annotano i manager toscani nel documento.
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Mps ritiene che una partecipazione in Mediobanca compresa tra il 35 e il 50% “sia idonea a consentire all’offerente di ottenere il controllo di fatto” di Piazzetta Cuccia, “esercitando un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria di Mediobanca e incidendo sul generale indirizzo della gestione”. Montepaschi inoltre, prosegue il documento, “si riserva la facoltà di rafforzare la propria posizione di controllo secondo le modalità e le tempistiche consentite dal mercato, nel rispetto della normativa applicabile”.
L’offerta, che era stata annunciata lo scorso 24 gennaio e propone ai soci dell’istituto di Piazzetta Cuccia 2,53 titoli della banca più antica d’Italia (fondata nel 1472) per ognuno posseduto, parte il prossimo 14 luglio, per concludersi l’8 settembre.
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Le sinergie
Mps ritiene che anche in caso di controllo di fatto di Mediobanca, con una quota di capitale inferiore al 50%, le sinergie e gli obiettivi strategici dell’offerta “saranno realizzabili” anche se “con possibili variazioni e ritardi nella loro implementazione”, mentre non potrà essere accelerato l’utilizzo dei crediti fiscali facendoli valere anche sul bilancio di Mediobanca. I benefici delle Dta “saranno comunque conseguiti, ancorché in un arco temporale più lungo”, che terminerebbe nel 2036, con un utilizzo annuo medio di Dta per 300 milioni di euro anziché per i 500 milioni previsti con il superamento del 50% di Mediobanca.
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L’occupazione
L’istituto di Siena “non prevede di apportare unilateralmente modifiche sostanziali ai contratti di lavoro dei dipendenti di Mediobanca e delle società facenti parte del Gruppo Mediobanca”. E non prevede che l’offerta “abbia conseguenze negative dirette sul complessivo organico” di Piazzetta Cuccia “quanto a condizioni di lavoro o di impiego”. Alla luce della “complementarietà” dei business di Mps e Mediobanca “è ragionevole ritenere che in caso di perfezionamento dell’offerta non vi saranno impatti sul capitale umano e sui siti operativi esistenti di Mps e Mediobanca”, spiegano i manager di Mps nel loro prospetto.

