ROMA – Il copyright del sandalo dell’estate è made in India. Il marchio del lusso Prada ha dichiarato di riconoscere le radici indiane della sua nuova linea di calzature, pochi giorni dopo che il design delle calzature ha scatenato una polemica in India. Ecco cosa è successo: i sandali, presentati durante la recente settimana della moda di Milano, presentavano un motivo intrecciato a punta aperta che ricordava molto i tradizionali sandali Kolhapuri realizzati negli stati indiani del Maharashtra e del Karnataka.
La futura produzione in India
Prada ha descritto i sandali come “calzature in pelle”, ma non ha menzionato le loro origini indiane, scatenando reazioni negative e accuse di appropriazione culturale in India. Più esattamente dopo che le foto della sfilata sono state diffuse, come scrive Reuters, la camera di commercio del Maharashtra ha accusato l’azienda di aver copiato il design dei sandali senza riconoscerne l’attribuzione alle tradizioni degli artigiani locali e le critiche sui social sono diventate virali. Il “sandal scandal” ha portato Prada a riconoscere l’originalità del prodotto tradizionale indiano e a dire che organizzerà incontri con gli artigiani. Di più. Ha anche detto anche che intende produrre i sandali in india, in collaborazione con produttori locali, se deciderà di commercializzarli.
La prima produzioni indiana
Prada, ricorda l’agenzia, non ha alcun negozio fisico in india e i suoi prodotti sono generalmente riservati ai super ricchi – i sandali da uomo in pelle partono da 844 dollari, mentre i kolhapuri possono costare circa 10 dollari. I sandali vengono realizzati a mano in piccoli laboratori, vengono abbinati normalmente agli abiti tradizionali indiani. Già nel 2021, il governo indiano aveva dichiarato che questi sandali potrebbero raggiungere 1 miliardo di dollari all’anno in esportazioni.

