Il Giappone si prepara a rivoluzionare le modalità di ingresso per i turisti, ispirandosi ai modelli già adottati da Stati Uniti con l’ESTA e Regno Unito con l’ETA.
Il governo nipponico ha infatti annunciato l’introduzione di una pre-registrazione elettronica obbligatoria per i visitatori provenienti da 71 Paesi e territori esenti da visto. I viaggiatori dovranno ottenere un’approvazione digitale prima di poter salire a bordo dei voli diretti in Giappone.
Di seguito, tutto quello che i viaggiatori devono sapere su JESTA:
Cos’è JESTA
Attenzione: non si tratta di un visto tradizionale. Il Giappone ha stipulato accordi con 71 Paesi, che permettono ai loro cittadini di entrare nel Paese senza dover richiedere un visto formale. Tra questi ci sono nazioni come Stati Uniti, Canada, Australia, Regno Unito e gran parte dell’Europa — Italia compresa.
Per rendere più efficiente il controllo degli ingressi e migliorare la sicurezza, il Giappone lancerà JESTA (Japan Electronic System for Travel Authorisation), un sistema elettronico di autorizzazione al viaggio che diventerà obbligatorio anche per i turisti italiani e per tutti coloro che, fino ad oggi, potevano entrare senza visto.
In pratica, JESTA sarà una sorta di “pass digitale” da ottenere prima di partire, necessario per ottenere il permesso di entrare nel Paese.
Quando entra in funzione JESTA
Inizialmente il governo giapponese aveva fissato il lancio di JESTA per il 2030, ma il Ministro della Giustizia Keisuke Suzuki ha confermato che l’obiettivo è anticipare l’entrata in vigore entro la fine dell’anno fiscale 2028.
Come funziona e cosa cambia
Prima del viaggio, ogni turista dovrà compilare online una domanda, indicando anche il motivo del soggiorno e l’indirizzo dell’alloggio in Giappone. L’autorizzazione sarà valida per più anni, facilitando i viaggi ripetuti senza dover ripetere la procedura ogni volta.
Per i soggiorni turistici, la durata rimane invariata: fino a 90 giorni senza bisogno di visto. Ma grazie a JESTA le autorità potranno monitorare meglio gli ingressi e assicurarsi che i visitatori rispettino le tempistiche di permanenza.
Tokyo (iStock)
Perché questa novità
Il Giappone vuole rafforzare la sicurezza e prevenire gli ingressi irregolari. Secondo dati riportati dal quotidiano giapponese The Sankei Shimbun, migliaia di persone provenienti da Paesi esenti da visto rimangono oltre il periodo consentito. JESTA servirà anche a velocizzare i controlli in frontiera, permettendo di completare le verifiche prima dell’arrivo.
Nel 2024 il Giappone ha registrato un record storico con 36,9 milioni di visitatori stranieri, spinto dal deprezzamento dello yen e dalla fine delle restrizioni sanitarie legate alla pandemia. Questo boom di turisti ha messo sotto pressione i sistemi di controllo alle frontiere.
Quanto costa
Non è ancora ufficiale, ma si prevede un costo simile a quello dei sistemi di autorizzazione digitale già attivi altrove, quindi indicativamente tra 15 e 20 euro.
Cosa devono fare i viaggiatori
Anche se JESTA non è ancora operativo, i visitatori diretti in Giappone in futuro dovranno: tenersi aggiornati consultando il sito ufficiale dell’immigrazione giapponese e le comunicazioni delle ambasciate.
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