Arrivano ‘I Grammatici’, nuova
collana di Gramma Feltrinelli di “riscoperte che ci parlano
ancora”. L’intenzione, come spiega la nota editoriale, è
“pubblicare opere che, nel vasto ambito della letteratura, siano
capaci di illuminare un aspetto fondamentale ancora nascosto del
nostro presente oppure, all’opposto, l’origine lontana di ciò
che è sotto gli occhi di tutti. Riscoprire, insomma, per
scoprire ciò che ci accade, che ci riguarda oggi”.
I primi due titoli, in libreria dal 30 settembre, sono ‘Vipera
in pugno’, il romanzo di Hervè Bazin divenuto, a partire dalla
sua prima pubblicazione nel 1948, un classico della ribellione
adolescenziale all’educazione autoritaria, in una nuova
traduzione di Riccardo Fedriga e ‘Il destino di Mary Rose’ di
Caroline Blackwood, apparso in prima edizione nel 1981 e
proposto per la prima volta in Italia nella traduzione di
Isabella Zani. Donna di grande fascino, la Blackwood, sposata
tre volte con Lucien Freud, Israel Citkowitz e Robert Lowell, è
considerata dalla critica all’altezza di scrittrici come Shirley
Jackson e Patricia Highsmith.
“‘L’incomprensione del presente cresce fatalmente dall’ignoranza
del passato’ ha scritto Marc Bloch. Un’affermazione che dovrebbe
costituire il
motto di ogni progetto editoriale che si rispetti. Riproporre
opere del passato non è infatti una mera operazione di mercato,
serve a capire il presente, a delineare, cioè, una archeologia
del nostro tempo capace di tracciare una via, un sentiero per
orientarci nell’apparente incomprensione della contemporaneità”
sottolinea la nota editoriale.
I titoli usciranno con più o meno a cadenza bimestrale. Nel
corso di quest’anno ne sono previsti altri tre tra ottobre e
novembre. Sono ‘L’opera umana’ di Paul Valéry, una raccolta a
cura di Maria Teresa Giaveri e Paola Cattani tratta dal Corso di
poetica 1937 – 1945 in cui il grande poeta e letterato francese
traccia i confini dell’opera umana rispetto a quella artificiale
e naturale; ‘Io, futurista’ di Roman Jacobson, un libro di
memorie di uno degli iniziatori del formalismo e dello
strutturalismo curato da Bengt Jangfeldt, in cui si narra degli
eventi artistici, politici e letterari che si svilupparono
attorno alla Rivoluzione d’Ottobre, senza i quali è impossibile
comprendere ciò che accade oggi in Russia e nell’Europa
orientale. Il terzo è ‘Le vergini funeste’ di un grande autore
dimenticato, Giancarlo Marmori, sul femminino fin-de-siècle
nell’opera di letterati e artisti quali D’Annunzio, Dante
Gabriel Rossetti, Beardsley e altri. Un sorprendente viaggio
nell’immaginazione maschile della donna,
nelle sue fobie e idiosincrasie, che mostra tutta la sua
sorprendente attualità.
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