La tuffatrice ucraina Sofiia Lyskun,
quattro volte oro europeo dalla piattaforma 10m, è stata espulsa
con effetto immediato dalla federazione di Kiev. La decisione
arriva dopo che l’atleta, senza informare nessuno, si è
trasferita in Russia, Paese di cui ha preso anche la
cittadinanza.
Lyksun è nativa di Lugansk, città capoluogo dell’omonima
‘oblast’, che attualmente si trova in gran parte sotto il
controllo dell’esercito di Mosca. In un’intervista al quotidiano
russo Izvestia, ha dichiarato che negli ultimi anni si è resa
conto di non “crescere” più sotto la guida dei suoi allenatori
in Ucraina, che erano “tutti ginnasti o atleti di trampolino”.
Dal canto suo, la federazione ucraina, durante una riunione
straordinaria del comitato esecutivo, ha preso la decisione
unanime di espellere Lyskun dalla squadra ucraina con effetto
immediato e di “privarla di tutti i titoli e i premi ricevuti
sotto l’egida della federazione”. “Tali azioni sono
categoricamente inaccettabili – prosegue la federazione – poiché
screditano non solo una singola atleta, ma anche l’intera
squadra ucraina”.
La decisione di Lyskun, specialista nelle gare di coppia e a
squadre, arriva in un momento particolare: da gennaio, gli
atleti russi e bielorussi potranno tornare a gareggiare, sempre
sotto bandiera neutrale, anche nelle competizioni a squadre.
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