È ancora scontro sul credito di imposta per le produzioni cinematografiche. “La legge sul cinema andrà cambiata totalmente, non esisterà più il prossimo anno la legge Franceschini, faremo un altro tipo di norma, una norma che deve avere i tetti perché c’è sia il taglio che la questione dello splafonamento”. La sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, a margine di un evento con il ministro Alessandro Giuli, dichiara guerra alla legge cinema, approvata nel 2016 quando al Collegio Romano c’era Dario Franceschini.
La sottosegretaria spiega che il dicastero “sta cercando di recuperare i 100 milioni” di tagli: “Ci riporterebbero a 650, il Mef una parte li ha già chiesti e sta aspettando solamente di averli in disponibilità ed essere sicuro”.
“Però tutto questo – sottolinea la sottosegretaria leghista – in vista di una modifica di una legge che quando è nata aveva un suo senso funzionava e poi, essendo un mondo quello dell’audiovisivo che non è solamente culturale ma anche imprenditoriale, vanno anche messe in conto le modifiche che ha questo mondo, le esigenze che ha e dobbiamo ridisegnarlo”.
Cinema, Usai: “Niente risorse extra, sono contributi già nostri: per il settore tagli devastanti”
08 Novembre 2025
“Noi – aggiunge Borgonzoni – avevamo già messo tante tante regole dove avevamo visto che c’erano criticità” però “va rivista tutta la norma” perché “è inutile continuare a mettere toppe di qua e di là, tirarla di qua e di là perché alla fine si rischia di creare solamente un mostro”.
L’opposizione attacca e chiede chiarimenti in Parlamento. Per il deputato Pd Matteo Orfini, “le parole della sottosegretaria Borgonzoni confermano, ancora una volta, che il governo continua a generare confusione e incertezza invece di fornire risposte chiare al settore”.
Davanti a un settore in una “situazione di evidente difficoltà restano irrisolti i nodi legati ai tagli introdotti in manovra”, rimarca il dem. “In questo contesto, l’annuncio di una riscrittura totale della legge Cinema appare come l’apertura di un nuovo fronte, che rischia di aggiungere ulteriore instabilità a un sistema già duramente messo alla prova”.

