“Ho scelto ‘Una giornata
particolare’, di Ettore Scola, perché questo film è scritto e
realizzato con finezza e grande attenzione ai dettagli, con
splendide interpretazioni di Sophia Loren e Marcello
Mastroianni, e anche perché il film solleva molti interrogativi
su come un’intera nazione possa rinunciare all’istinto che
resiste alla violazione dei diritti umani fondamentali delle
persone e dei gruppi immaginati”. Viggo Mortensen, ospite ieri
sera al cinema Troisi di Roma, nell’ambito della serie di
incontri programmati in occasione dell’Udienza del Papa con il
mondo del cinema, che è tenuta ieri, lancia l’allarme sulla
tenuta democratica nei paesi occidentali. L’attore statunitense
ha scelto di introdurre, appunto, il capolavoro di Scola.
“Si chiede come noi, come esseri umani – ha detto ancora -,
possiamo dimenticare la visione che la discriminazione del
gruppo è pericolosa per tutti i gruppi nella nostra società. Il
patriottismo si confonde con il nazionalismo, come la pressione
al conformismo, dovuta alla paura fisica ed economica, e
consente l’ascesa di un nazionalismo brutale che elimina i
concetti di compassione e di rispetto fondamentali per tutti i
cittadini”.
“Ho visto questo film per la prima volta quasi 50 anni fa: mi
ha commosso profondamente allora e di nuovo durante il lockdown
dovuto al Covid, 5 anni fa, quando decisi di guardarlo insieme a
molti altri film che avevo visto e apprezzato alla fine degli
anni ’70 – ha raccontato l’interprete de ‘Il signore degli
anelli’ e ‘La promessa dell’assassino’ -. Forse più di tutti
quelli, questo film mi è sembrato un fatto degli anni di cui
parlo, la prima volta che l’ho visto, e il parallelismo tra la
democrazia e la libertà di pensiero individuale nell’Italia del
1938 e quelle che affrontiamo oggi in Europa, come negli Stati
Uniti, mi sono sembrati evidenti nel 2020, come lo sono oggi”.
“In questo film vediamo e sentiamo i segnali d’allarme di
un’autocrazia fascista sempre più brutale, evidente già 87 anni
fa, e potremo chiederci perché così poche persone si siano
schierate a favore degli ideali democratici in quel tempo. Penso
che dovremmo rispondere alla stessa domanda oggi – ha
sottolineato ancora Mortensen -. Il Papa e il Vaticano usano la
parola “speranza” quando parlano del ruolo che le arti, in
particolare le storie cinematografiche, possono avere nella
società. Un apprezzamento per l’espressione artistica e un
sincero interesse per la cultura possono aiutarci a condividere
buoni modelli di interazione, a dare priorità alla compassione e
alla curiosità rispetto alla crudeltà e al pregiudizio”.
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