Prima mappatura integrale dei
cunicoli della città etrusca di Veio, un sistema sotterraneo
articolato che comprende gallerie, strutture idrauliche, canali,
cisterne, pozzi e la grande piscina sacra presso il tempio di
Apollo. Il sostegno istituzionale si intreccia con il lavoro dei
ricercatori, chiamati a rileggere un luogo dove la storia rimane
viva sotto ogni strato di terra. Lo annuncia il ministero della
Cultura, guidato da Alessandro Giuli, che sostiene la nuova
stagione di ricerche nel Parco archeologico di Veio attraverso
la Direzione Generale Musei, affiancando il lavoro dei
ricercatori impegnati nello studio e nella valorizzazione del
Santuario del Portonaccio.
Il 2025 ha segnato l’avvio della collaborazione tra il Museo
Nazionale Etrusco di Villa Giulia e la cattedra di Etruscologia
del Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza
Università di Roma per il progetto “Scavi e ricerche nel Parco
archeologico di Veio”. La nuova fase di attività si concentra
sul Santuario del Portonaccio, uno dei complessi sacri più
rilevanti dell’Etruria antica.
Le ricerche sono condotte con un approccio multidisciplinare: la
direzione scientifica degli scavi è affidata a Luana Toniolo
(Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia) e Laura Maria Michetti
(Sapienza Università di Roma), mentre la campagna di prospezioni
geofisiche è coordinata dal Dipartimento di Ingegneria
dell’Informazione, Elettronica e Telecomunicazioni della
Sapienza.
Un risultato di particolare rilievo riguarda la prima mappatura
integrale dei cunicoli della città etrusca di Veio. Un team di
ricercatori ha esplorato le gallerie sotterranee dell’antico
abitato e dell’area santuariale utilizzando rover dotati di
tecnologie avanzate, in grado di operare in spazi ristretti e
complessi. Si tratta di strumenti già impiegati in ambito
aerospaziale per l’esplorazione in ambienti critici, messi al
servizio dello studio archeologico grazie a sistemi di
navigazione e raccolta dati a distanza.
“Ormai da un anno il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
gestisce l’area sacra di Portonaccio a Veio”, afferma la
direttrice del Museo, Luana Toniolo. “Abbiamo da subito avviato
progetti di valorizzazione e fruizione del Parco, ma
soprattutto, in collaborazione con l’Università La Sapienza e
grazie al contributo della Direzione Generale Musei, abbiamo
ripreso le indagini nell’area: scavi archeologici, ma anche
ricerche che impiegano strumenti e metodologie completamente
innovative come nell’importantissima e del tutto inedita
mappatura dei cunicoli della città”.
La nuova stagione di ricerche comprende anche la mappatura
completa delle strutture idrauliche che attraversano il
sottosuolo dell’area sacra, un sistema articolato di canali,
cisterne e pozzi che collega il pianoro dei Campetti con la
terrazza del Santuario di Portonaccio e la valle di Cannetaccio.
Tra gli elementi più rilevanti figura la grande piscina sacra
situata accanto al tempio di Apollo, testimonianza delle
pratiche rituali etrusche e successivamente riutilizzata in età
romana dopo la conquista di Veio (396 a.C.).
Nel quadro delle tecnologie impiegate spicca il rover Magellano,
progettato per l’esplorazione autonoma di ambienti sotterranei.
Il veicolo utilizza un sistema di sospensioni ispirato
all’architettura “rocker-bogie” sviluppata dalla Nasa per i
rover delle missioni marziane Spirit, Opportunity e Curiosity.
Durante le operazioni, Magellano trasmette in tempo reale
immagini e dati tramite un ponte radio, consentendo un
monitoraggio costante delle aree esplorate dall’esterno dei
cunicoli.
“Il progetto di Veio” – afferma il direttore generale Musei
Massimo Osanna – “si inserisce pienamente nell’azione che la
Direzione generale Musei sta portando avanti su tutto il
territorio nazionale per sostenere programmi di ricerca nei
nostri siti archeologici. Tornare a indagare il santuario del
Portonaccio con scavi rigorosi e tecnologie d’avanguardia
significa ampliare in modo decisivo la conoscenza di uno dei
luoghi più significativi dell’Etruria. La mappatura dei
cunicoli, resa possibile da metodologie non invasive e strumenti
di ultima generazione, è una novità assoluta per questo sito e
dimostra il valore della collaborazione tra musei, università e
centri di ricerca”.
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