BOLOGNA – “Il Pd è orgoglioso di essere la vostra casa e dovete sapere di poter contare sempre su di noi. Spesso si è avvertita una distanza tra partito e amministratori. Siamo qui per colmarla, insieme, siamo qui con voi e per voi. Abbiamo bisogno del vostro contributo nella sfida che ci porterà al governo del Paese”. Mai vista una Elly Schlein così affettuosa e riconoscente nei confronti dei 300 sindaci di centrosinistra, molti dei quali civici, riuniti a Bologna nella prima assemblea nazionale delle città democratiche e progressiste. Destinata a diventare, annuncia la segretaria fra gli applausi, “un appuntamento annuale”. La risposta all’appello lanciato pochi minuti prima dal sindaco di Milano Beppe Sala: “Elly fai uno sforzo ulteriore, apri il partito agli amministratori”. Immediata anche perché necessaria: ora che le correnti del Pd hanno rialzato la testa, che la sfida per leadership della coalizione sta entrando nel vivo, serve come il pane questo multiforme plotone di donne e uomini “che ogni giorno, attraverso il lavoro quotidiano, esprimono la nostra cultura di governo”. L’infrastruttura su cui Schlein punta “per vincere le prossime politiche” e “tornare alla guida del Paese”.
I trecento sindaci del Pd riuniti a Bologna e il nodo sicurezza. Schlein: “Faremo rete”
15 Novembre 2025
Lo dice chiaro, la leader dem, nel suo intervento conclusivo: “Il senso di questa due giorni era duplice: riannodare i fili del dialogo con lo straordinario arcipelago degli amministratori locali e riuscire a coinvolgervi nel percorso dei prossimi mesi per costruire il programma per battere le destre: ritenetevi già ingaggiati perché oggi è solo l’inizio”. L’arma segreta per smascherare la propaganda di Giorgia Meloni e mostrare che “l’alternativa esiste già, l’avete dimostrato voi, sui territori, con la vostra capacità di offrire soluzioni ai problemi reali dei cittadini, al contrario della destra che fa poco o nulla e semina paure”. Specie sulla sicurezza, questione centrale e, dalle Alpi alla Sicilia, fra le più sentite.
L’aveva già spiegato il sindaco di Bari, Vito Leccese, segnalando la riduzione dei fondi anche per la polizia locale, contro “il governo che dice ‘prima gli italiani’ e poi lascia vuoti 22mila posti nelle forze dell’ordine”. E Schlein lo ribadisce: su questo tema “le politiche del governo hanno fallito, i reati sono in aumento, assistiamo al continuo paradosso per cui quando viene arrestato un criminale, il merito è del governo – con l’unica eccezione di Almasri, il torturatore libico riportato a casa con un volo di Stato – invece per ogni reato che avviene in città la colpa è sempre del sindaco. Ovviamente meglio se del Pd”. Ma “l’ordine pubblico non è competenza dei sindaci”, protesta la segretaria, “ed è inaccettabile trasformare la sicurezza in una clava politica a seconda della convenienza”.
Esiste la prova che le loro sono solo parole al vento, promesse scritte sull’acqua: basta leggere “i numeri, che sono testardi” scritti nelle ultime leggi di bilancio. “La premier Meloni col suo messaggio all’Anci voleva essere ringraziata perché quest’anno, ha detto, non è stato tagliato neanche un euro ai comuni. Non finga di non sapere che le due manovre precedenti hanno già sottratto 10 miliardi e 700 milioni agli enti locali”, tuona Schlein, “credo che le si sia di nuovo rotta la calcolatrice”. Pronta a rimarcare ciò che i primi cittadini di Roma e Napoli, Roberto Gualtieri e Gaetano Manfredi, avevano appena denunciato: “Sostenere che questa è la prima manovra senza tagli è prendere in giro i sindaci che i bilanci li conoscono. Oltretutto, sulla casa e sui trasporti non hanno messo un euro. Ma, guardate, è una strategia: con una mano tagliano e dall’altro scaricano su di voi le loro responsabilità. Senza risorse, o vi prendete la colpa dei mezzi pubblici che non funzionano al posto di Salvini, o vi prendete la colpa dell’aumento del prezzo del biglietto al posto di Salvini. Facile così…”, ironizza Schlein. Decisa a ristabilire la verità una volta per tutte: “Basta con lo scaricabarile, dopo tre anni a palazzo Chigi non può essere sempre colpa di qualcun altro”.
La chiusura è tutta concentrata sulle proposte del Pd nazionale da inserire nel programma per governare il paese. Sulla battaglia da fare in Europa per evitare che comuni e regioni vengano esclusi dai fondi strutturali. Sull’unità delle opposizioni per la prima volta compatte in tutte le regioni chiamate al voto. Per concludere con un invito a tutti i sindaci progressisti, che sa di promessa già mantenuta: “Ci rivedremo presto, non perdiamoci di vista”.

