Jannik Sinner e Carlos Alcaraz sono una presenza abbagliante, a Torino, ma domani in città non passerà inosservata quella degli Springboks, la nazionale sudafricana campione del mondo di rugby, che affronta l’Italia in un attesissimo test match all’Allianz Stadium. Il successo degli azzurri sull’Australia, sabato scorso a Udine, fa intravedere la possibilità di assistere ad un match più equilibrato rispetto ai due giocati la scorsa estate in Sudafrica, quando gli Springboks batterono 40-24 e 45-0 una nazionale allora priva di molti big. Il sogno di capitan Brex e compagni sarebbe conquistare la seconda vittoria sui sudafricani in 19 incontri, nove anni dopo quella ormai storica a Firenze, ma al ct Quesada basterà uscire dal campo “molto fieri di quello che avremo fatto”.
Le premesse di fare bene ci sono, perché stavolta gli azzurri si presentano quasi al gran completo, manca ‘solo’ Michele Lamaro, e pieni di fiducia, come ha dichiarato Brex nella conferenza stampa dopo il tradizionale team run allo Stadium: “Abbiamo sensazioni positive, arrivando da una partita che ci ha resi orgogliosi. Ma quella è il passato e ora dobbiamo affrontare i migliori al mondo. Ci prepariamo per una vera battaglia non solo dal punto di vista fisico ma anche mentale”.
La caratteristica degli Springboks, a suo giudizio, è l’imprevedibilità, permessa anche dalla profondità della rosa. “Possono sfidarci nell’uno contro uno a contatto ma anche decidere di allargare il gioco ed esplorarci al largo. Noi dovremo mantenere il possesso e fare ciò che sappiamo fare quando abbiamo la palla”, ha spiegato Brex, secondo il quale la scelta del ct Rassie Erasmus di cambiare 11 giocatori su 15 rispetto alla formazione che ha appena battuto la Francia non è dettata da snobismo. “Loro mantengono sempre lo stesso livello e sfruttano tutte le partite alla ricerca della profondità. Noi dovremo farci trovare pronti per qualunque loro piano di gioco”.
Secondo il ct azzurro, “Erasmus vuole evitare che i giocatori più abituati alle partite importanti, molto motivati con le altre big, arrivino meno carichi contro l’Italia e così mette in campo chi vuole emergere e dà tutto il potenziale che ha”. Il compito che Quesada ha dato agli azzurri è impedire loro di esprimerlo, quel potenziale, “giocando con tutto il carattere e l’orgoglio di farlo in Italia, davanti al nostro pubblico. Abbiamo voglia di essere molto fieri di quello che avremo fatto alla fine della partita”.
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