Credete di sapere tutto sulla pasta, solo perché siete italiani? Allora vi sbagliate di grosso. Il primo piatto più famoso nel mondo nasconde (anche a voi) infiniti misteri, tanti quanti sono i modi sconosciuti di cuocerla, condirla, frantumarla, perché no re-impastarla e trasformarla in piatti squisiti mai provati prima (e forse neppure mai immaginati). Per fortuna arriva un libro a svelare nuovi orizzonti.
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Il nuovo volume “Pasta Diva” del critico e docente di enogastronomia Andrea Grignaffini racconta tradizione ed evoluzione del primo piatto che – con una vita millenaria alle spalle – ha saputo trovare in Italia la tavola d’elezione, che sia quella casalinga o di un ristorante alla moda. A svelarne storia e sviluppi è Grignaffini in trentatré capitoli. Come ogni simbolo, anche la pasta risponde a sperimentazione e cambiamento, oggi guidati da chef e professionisti del settore.
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“Pasta Diva” e chi ha contribuito a servirla
In “Pasta Diva”, Grignaffini racconta la pasta insieme al docente Davide Rampello e al giornalista e critico enogastronomico Antonio Paolini. Le pagine del nuovo volume sono impreziosite dai lavori del noto illustratore e designer Paolo Rui. Una collaborazione che rende la lettura di “Pasta Diva” giocosa e scorrevole. Come ogni libro di cucina che si rispetti, Grignaffini ha (pure) inserito all’interno del volume un Ricettario finale, da cui prendere spunto.
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Un estratto del libro e perché leggerlo
“Ampliandone le prospettive, in patria alcuni hanno elaborato interi menù declinando le tante sfaccettature del versatile carboidrato dall’antipasto al dolce, altri nel corso di un pasto la servono, con motivazioni valide, come portata prima del dessert e per altri diventa un dolce vero e proprio; del resto la vocazione della pasta a sconfinare dal mondo salato è da sempre ben interpretata da varie specialità della cucina tradizionale regionale, alcune già presenti nella letteratura artusiana.
Della pasta, anche la cottura ha calamitato la curiosità di molti chef poiché bollirla in acqua salata non esaurisce affatto i modi di cuocerla, le alternative sono molteplici e altrettanti i risultati che in base alla tecnica prescelta si possono ottenere. La pasta può infatti cuocere al vapore, risottata, in modo passivo, e proprio in considerazione di ogni possibilità funzionale alla ricetta, persino l’insindacabilità della cottura al dente cede il passo ad altre opzioni, così rendendo possibile stra cuocere, frullare e poi friggere l’ingrediente, dando nuova linfa ai menù dei grandi ristoranti, come pure, delle storiche trattorie italiane”.
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La Fondazione Cologni e l’editore di “Pasta Diva”
La Fondazione Cologni prende il nome del suo fondatore e presidente, Franco Cologni. L’istituzione privata no profit si occupa di promuovere iniziative culturali, scientifiche e divulgative per la tutela e la diffusione dei mestieri d’arte. Cura anche la collana editoriale «Mestieri dell’Arte» (Marsilio), di cui fa parte “Pasta Diva”.
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