Appello di diverse star della
musica britannica al governo laburista di Keir Starmer in favore
di una regolamentazione più stretta del mercato dei biglietti
dei concerti sui siti online: in particolare contro i meccanismi
di rivendita a prezzi esosi di ingressi accaparrati in
precedenza, il cui costo è arrivato a sfiorare cifre iperboliche
da quasi 4.500 sterline (oltre 5.000 euro).
“Da troppo tempo – si legge nel testo diffuso oggi sui media
– certe piattaforme acquistano i massa i biglietti per poi
rivenderli su internet a prezzi esorbitanti”. La denuncia,
condivisa con associazioni dei consumatori e organizzazioni
dell’industria musicale del Regno Unito, è stata sottoscritta
fra gli altri dai Radiohead, da Sam Fender (Mercury Prize nel
2025), da Dua Lipa, dai Coldplay, da Robert Smith (dei The
Cure), dall’intera band degli Iron Maiden, da PJ Harvey e dal
leggendario Mark Knopfler, già chitarrista, compositore e
frontman dei Dire Straits. I firmatari mettono in rilievo come
queste distorsioni rappresentino di fatto una forma di
grassazione nei confronti del pubblico degli appassionati e
rischino di “minare la loro fiducia” verso il mondo della musica
in generale. Mentre invocano più equità e “una democratizzazione
degli accessi”.
Il record assoluto sul fronte delle rivendite è stato
raggiunto in occasione della reunion di quest’anno degli Oasis,
con i biglietti pagati su un sito fino a 4.442 sterline: cifra
che ha contribuito a innescare uno scandalo in cui è stata
coinvolta la stessa organizzazione, costringendo i fratelli
Gallagher a una presa di distanza pubblica.
Il suggerimento di alcuni artisti e addetti ai lavori è che
il Regno Unito prenda esempio dalla vicina Irlanda: dove dal
2021 è vietata per legge ogni rivendita di biglietti per
concerti o eventi sportivi a tariffe superiori al valore
iniziale.
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