L’unione fa la forza (e aiuta l’ambiente). I sindaci delle città balneari italiane uniscono le loro migliori energie per proporre al Governo un modello unico di gestione del mare e del turismo costiero. In un incontro a Castiglione della Pescaia si sono moltiplicati gli interventi sul tema dell’inquinamento: “Clima e rifiuti spiaggiati non sono problemi locali” è stato il tema più condiviso. Serve dunque una nuova ”agenda ambientale nazionale” hanno concordato gli intervenuti al dibattito.
La richiesta dei comuni del G20 spiagge
Da Alghero a Viareggio, da Riccione a Taormina, le comunità marine chiedono allo Stato di riconoscere formalmente il ruolo che già esercitano nella gestione dei temi ambientali e climatici. Il network G20Spiagge propone un modello unico di governance del mare, capace di unire tutela ambientale, adattamento climatico e sviluppo turistico sostenibile.
Le proposte: un fondo per i rifiuti e protocolli sulla biodiversità
Tra le proposte discusse e approvate dando così origine ad una linea di intervento comune, sindaci e assessori hanno concretamente definito le tematiche principali: un fondo nazionale per i rifiuti spiaggiati, per alleggerire i bilanci dei Comuni costieri; la revisione della normativa sulla Posidonia oceanica, oggi considerata ciò che non è, cioè un rifiuto; protocolli uniformi di allerta meteo e tutela della biodiversità marina per contrastare le specie invasive.
Gli interventi dei sindaci
“Le città costiere sono laboratori viventi di sostenibilità e la gestione delle coste richiede strumenti comuni- sottolinea Elena Nappi, sindaca di Castiglione della Pescaia – e vogliono diventare, attraverso il G20Spiagge, interlocutori permanenti del Governo sulle politiche del mare: siamo pronti a partecipare ad una regia nazionale”.
Roberta Nesto, coordinatrice nazionale del G20Spiagge e sindaco di Cavallino Treporti, afferma: “la nostra agenda è un manifesto politico per il futuro del Paese: nel luogo istituzionale e decisionale in cui si parla di clima, economia blu e qualità della vita, le città del mare devono essere in prima linea come lo sono di fronte ai cittadini residenti e per le 55 milioni di presenze che il nostro segmento turistico attrae, crescendo ogni anno”. Un documento strategico raccoglierà le proposte che verranno indirizzate al Parlamento ed al Governo.
Le città che fanno parte del G20
I sindaci e gli amministratori erano quelli delle città del G20: Alghero, Arzachena, Bibbona, Caorle, Castagneto Carducci, Castiglione della Pescaia, Cattolica, Cavallino Treporti, Chioggia, Comacchio, Grado, Jesolo, Lignano Sabbiadoro, Piombino, Riccione, Rosolina, San Michele al Tagliamento, San Vincenzo, Senigallia, Sorrento, Taormina, Viareggio, Vieste.
Queste comunità marine del G20, da sole, attraggono 55 milioni di presenze turistiche, il 12% delle presenze turistiche complessive in Italia.
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