Da una parte, Luca Zaia che prende le distanze da Roberto Vannacci e dalla sua rivisitazione della storia del fascismo affidata a un post revisionista sui social che ha scatenato polemiche. “Non so cosa abbia scritto. Le leggi razziali sono il periodo più buio della storia italiana e che hanno permesso purtroppo e amplificato un rastrellamento programmato di ebrei, zingari, disabili e omosessuali. Il generale? Per me è uno dei tanti che ha la tessera”, taglia corto il governatore veneto. Omettendo però che si tratta invece del numero due del partito.
Dall’altra, Matteo Salvini che invece ha provato a stoppare le polemiche. “Io la storia l’ho studiata all’università, però il fascismo è stato archiviato e sconfitto dalla storia, quindi il dibattito storiografico lo lascio agli storici, onestamente con tutto l’amore per il mio passato, ma penso al futuro”, le parole del leader leghista da Bari dove è previsto il comizio di chiusura della campagna elettorale per le regionali.
Dalla marcia su Roma al Duce: il fascismo secondo Vannacci. Il fact-checking della storica Ponzani
10 Novembre 2025
Insomma, Vannacci continua ad agitare la Lega. La posizione di Zaia nei confronti dell’europarlamentare ex generale della Folgore non è cambiata. E sulle dichiarazioni legate al fascismo aggiunge: “È una ferita dell’umanità e noi assieme ad altri Paesi, come la Germania, siamo stati tra gli artefici di questa schifosissima pagina di storia. Non voglio neanche aprire riflessioni storiche: l’esito finale sono state le leggi razziali e queste non si possono giustificare in alcuna maniera”, conclude il governatore leghista da Vittorio Veneto (Treviso). E Vannacci? “Per me è uno dei tanti che ha la tessera, ha uno statuto in mano e sa che funziona così, le regole sono chiare per tutti come lo sono per me lo sono anche per lui”. Quel che conta “è preservare l’identità, quindi l’idea fondamentale, che è pensare al popolo, essere liberali, progressisti e autonomisti”. Su questo deve tenere ferma la barra la lega che non naviga in acque tranquille, dice Luca Zaia, a radio 24. Che dunque non insegue il dibattito sulla ‘vannaccizzazione’ del partito, e invita a non dare la Lega sul viale del tramonto. “Ho visto momenti migliori in Lega e ne ho vissuto di peggiori. Se qualcuno si crogiuola da fuori guardando il nostro partito, ricordo che ho visto momenti migliori e vissuto momenti peggiori in tutti i partiti che sono passati sulla scena politica del paese, quindi ce n’è per tutti”, ammonisce il presidente uscente del Veneto.

