Come viaggeranno gli italiani nei prossimi mesi? La risposta arriva dalla ricerca Ticket to Travel 2026 di Marriott Bonvoy. Uno studio internazionale, realizzato lo scorso luglio, che ha visto coinvolti 22.266 adulti – tra cui 2000 italiani – in 11 mercati-chiave.
Italiani in viaggio: cosa accadrà nel 2026?
Guardando all’Italia, il primo aspetto che emerge è l’entusiasmo delle persone nei confronti dei viaggi. Secondo i dati raccolti, infatti, nel 2026 il 78% degli italiani farà lo stesso numero (o più) di vacanze rispetto al 2025.
Un futuro roseo, nel mondo dei viaggi, che vedrà le persone pianificare almeno cinque vacanze, di cui due nei confini nazionali, due a corto raggio e uno a lungo raggio.
Passioni e lusso il motore della partenza
A incentivare le partenze saranno, innanzitutto, le passioni personali. Quasi la metà dei viaggiatori intervistati (il 48%), infatti, prevede di viaggiare per assistere a un evento musicale o culturale e, in misura leggermente inferiore – il 37% -, a uno sportivo. Una tendenza ben radicata nella Generazione Z – quelli nati tra la seconda metà degli anni ’90 e il 2010 circa -, dove ben il 71% del campione afferma di aver trascorso una vacanza all’insegna dei propri interessi.
Tra gli altri trend in crescita rivelati dalla ricerca ci sarà anche il lux-scaping, vale a dire il desiderio di concedersi un break in una struttura di lusso all’inizio o alla fine della vacanza.
Il viaggio, in quest’ottica, verrà pianificato prevedendo qualche giorno di relax in un hotel di alto livello o, ad esempio, un’esperienza in una luxury Spa nei primi o negli ultimi giorni del soggiorno. Un modo per «rilassarsi e ad entrare nella mentalità della vacanza» o, nel secondo caso, per tornare a casa «sentendosi rinfrescati e rigenerati».
Il 41% lo ha già fatto negli ultimi tre anni. Una percentuale che sale al 58%, negli ultimi dodici mesi, per la Generazione Z.
Tra le tendenze del 2026 il desiderio di concedersi qualche giorno in un hotel di lusso
Tra Intelligenza artificiale e country hopping
Così come in tanti altri ambiti, anche nel travel l’Intelligenza Artificiale diventerà sempre più una componente fondamentale nella pianificazione delle partenze, con il 34% dei viaggiatori intervistati (+6% rispetto all’anno scorso) che afferma di averla già utilizzata in passato. Un dato che resta, però, più basso rispetto alla media dei viaggiatori internazionali (50%) che usano l’AI per gli stessi scopi.
Come era prevedibile, la Generazione Z è quella che più si serve dell’Intelligenza Artificiale in modo costante (il 14%), al contrario delle persone più anziane che spesso dichiarano, invece, di non averla mai usata (il 70% degli adulti tra i 55 e i 64 anni).
Anche il country hopping, ovvero visitare più Paesi in un unico viaggio, è una tendenza destinata ad aumentare l’anno prossimo (il 42% dei viaggiatori afferma di essere intenzionata a farlo, puntando in particolare su Oslo, Algeri e Muscat).
Tra le tendenze più in crescita nel 2026 il country hopping, vale a dire la possibilità di visitare più Paesi in un solo viaggio
Destinazioni e priorità nel 2026
Ma dove andranno in vacanza gli italiani nei mesi che verranno? L’Europa continuerà ad essere la meta prediletta (72%), seguita da Nord e Sud America (6%). In particolare, la destinazione più gettonata sarà l’Italia (39%), poi la Spagna (18%), la Francia (14%) e la Grecia (13%).
Nella scelta dell’alloggio, invece, rimarranno fondamentali, la pulizia (87%), il prezzo (86%) e la posizione (81%). Con il 40% delle persone che cercherà strutture adatte ai viaggiatori soli e il 39% quelle pet-friendly. Resterà importante, nel 2026, la valutazione della sostenibilità. Un’abitudine già ben radicata, con il 72% degli italiani che verifica da tempo l’impatto ambientale delle proprie vacanze, dimostrando di avere un occhio di riguardo verso il futuro nella consapevolezza che, come recita un proverbio navajo, «Non ereditiamo la terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli».
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