Dopo aver iniziato a pulire i boschi con gli animali e a rivalorizzare seppur lentamente i nostri castagneti, abbiamo deciso di iniziare una piccola autoproduzione di ortaggi e frutta. L’idea è quella di diventare, nel lungo termine, sempre più indipendenti. Cresciuti in campagna, qualcosa la sapevamo già grazie ai nostri genitori e ai nonni, ma mettersi in gioco in un contesto nuovo è davvero interessante.
Cercare di capire cosa può andar bene, cosa è meglio seminare in quel punto o nel caso dove spostarlo. Essendo tutto in pendenza, abbiamo diviso la zona in microaree. Abbiamo scoperto l’importanza del tipo di terreno, del suo pH, dell’esposizione, del drenaggio… Ecco le prime prove: uva, mirtilli, meli e peri, peschi e albicocchi ma anche zafferano, pomodori, patate, zucchine, mais pignoletto e così via.
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Il meteo e il cambiamento climatico
Tutto dipende per prima cosa dal meteo, da quanto sarà piovosa l’estate, da quanto caldo farà e se nevicherà nei periodi giusti. Annate ottime sono sempre più difficili e lo sappiamo bene con le castagne, il principale frutto che raccogliamo. O sono poche ma belle, o tante ma piccole, e così ne risente il valore di mercato rendendo vane le ore di lavoro. Inverni sempre meno freddi, sempre meno nevosi e l’esposizione soleggiata della borgata, fanno anticipare i germogli delle piante che, come ormai spesso accade, si ritrovano in fiore sotto la neve di aprile.
Se si sceglie come noi di far tutto biologico, utilizzando come concime solamente quello dell’asina e delle caprette, il compito diventa ancora più arduo. Ma vi assicuriamo che il sapore dei prodotti è davvero eccezionale. La resa agricola al momento è piccola per vendere a terzi, ma questa produzione ci permette di fare reddito, di risparmiare e di mangiare in modo più salutare, grazie alle genuinità di una terra di mezzo che ha ancora tanto da raccontare e regalare.
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Convivere con la natura, accettare le annate diverse
La cura è quotidiana, soprattutto nella bella stagione, e gli esperimenti possono fallire: è successo con la vite e l’uva, che hanno avuto un bell’incontro ravvicinato con i caprioli, o con le patate con i cinghiali. Ma questo per noi è normale, essendo ospiti della natura abbiamo scelto di non voler comandare ma di adattarci, comprando reti e costruendo staccionate per rispettare l’ambiente che abbiamo scelto come casa.
A volte va bene, tanto da riuscire a vendere castagne in tutta Italia, a volte va male come con lo zafferano, che ci ha regalato un solo fiore su oltre ottocento bulbi piantati. Fa parte del rischio di impresa, dice qualcuno, ma solamente provando si può capire cosa, come, quando e dove piantare. Non va poi mai trascurato un aspetto che riteniamo meraviglioso, i regali del bosco con i suoi funghi, le fragoline, le erbe spontanee… ne parleremo nella prossima puntata.
Scopri la storia de iduevagamondi, coppia nel lavoro e nella vita e membri del DOVE Social Team, e del loro B&B a Chiusa di Pesio.
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