Sigfrido Ranucci continua anche nel
2026 il tour di “Diario di un trapezista”: il 27 gennaio a
Bologna, Teatro Duse, il 9 febbraio a Torino, Teatro Colosseo,
il 23 febbraio a Firenze, Teatro Verdi, il 2 marzo 2026 a
Civitavecchia, Teatro Traiano, l’8 marzo, Roma, teatro
Brancaccio, il 23 marzo a Genova, Teatro Ivo Chiesa. “Il Diario
di un trapezista” è la presentazione teatrale che racconta un
Sigfrido segreto, parallelo a quello che siete abituati a vedere
in onda, che per realizzare le inchieste ha dovuto fare delle
scelte, anche in pochi secondi, che hanno condizionato per
sempre la sua vita. “Ho imparato che a definire il destino di
una persona non sono tanto le sue qualità, quanto le sue scelte.
Anche quelle che non fa. Ci sono persone che con la loro
presenza e le loro scelte, pur rimanendo nell’ombra, sono state
determinanti per la realizzazione delle mie inchieste, persone
che sembrano uscite da un romanzo. C’è un vagabondo che mi aiuta
a realizzare lo scoop internazionale più importante della storia
della Rai, quello sui bombardamenti di Falluja, dove gli Stati
Uniti hanno utilizzato l’agente chimico fosforo bianco. Poi un
tassista che mi fa ritrovare la pinacoteca di Tanzi, decine di
capolavori del valore di milioni di euro che erano sfuggiti alle
indagini di due procure e dell’agenzia di investigazione
internazionale più importante del mondo, la Krol. Una producer
svizzera che passa le notti insonni a salvare i rospi, e che mi
ha salvato dal trappolone di un politico che mi aveva fatto
spiare per bloccare la mia inchiesta sulla sua amministrazione e
stroncare la mia carriera. C’è una vicepreside di una scuola che
mi ha aiutato a realizzare un’inchiesta sul traffico di armi e
un rapinatore pugliese che ha assistito all’ordine di uccidermi
da parte della mafia. Poi c’è la professoressa che ha ripreso il
misterioso incontro tra il senatore Matteo Renzi e l’ex 007
Marco Mancini in un autogrill. Infine, c’è Lavinia una bodyguard
che mi ha aiutato a sventare il progetto di alcuni politici di
sostituirmi alla conduzione di #Report. Ho maturato la
convinzione che tutte le persone che ho incontrato nella mia
vita hanno avuto un compito, coloro che sono andate via è perché
quel compito l’avevano portato a termine. Tutte si sono portate
via un pezzo di me e mi hanno insegnato qualcosa, alcune anche a
non essere come loro.”
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