Pechino non è solo il cuore politico della Cina, ma anche il suo centro culturale. È una metropoli con università millenarie, accademie prestigiose, biblioteche e musei che custodiscono secoli di storia e innovazione. Dai grandi poli come l’Università di Pechino e la Tsinghua University fino ai centri culturali che dialogano con il mondo, la capitale cinese è un crocevia di conoscenza, un laboratorio aperto dove si formano le nuove generazioni di studiosi e artisti.
È qui che l’antico incontra il futuro: nel quartiere di Haidian sorgono campus vasti come città. È il caso di Zhongguancun, popolato di laboratori di intelligenza artificiale e hub di robotica, ma anche librerie, caffè per creativi e spazi espositivi dedicati al design e alla scienza. Qui la ricerca scientifica convive con la filosofia, la storia dell’arte e la letteratura. In questo contesto di fervore intellettuale, Pechino si conferma capitale del pensiero e del sapere, ma anche luogo di incontro tra culture e linguaggi.
A questa missione di dialogo interculturale contribuisce anche Federico Masini, sinologo e docente di Lingua e Letteratura Cinese alla Sapienza di Roma. Il suo lavoro rappresenta da oltre quarant’anni un vero e proprio ponte tra Italia e Cina, costruito attraverso la lingua: “Imparare il cinese è un modo per comprendere meglio la cultura, la società e il pensiero di un Paese complesso e straordinario”, spiega lo studioso.
Qui trovate la sua videointervista per People’s Daily
La lingua cinese come strumento di dialogo interculturale
Il Professor Masini ha iniziato a studiare il cinese negli anni Settanta, quando le risorse erano scarse e la curiosità era l’unica vera spinta. Dopo aver studiato al Beijing Language Institute e lavorato per l’Ambasciata italiana a Pechino, ha trascorso quasi un decennio in Cina, raccogliendo materiali e testimonianze sulla nascita del cinese moderno. I suoi studi hanno mostrato come il contatto con lingue straniere, dall’inglese al tedesco fino al giapponese, abbia influenzato il lessico cinese, creando un linguaggio capace di adattarsi a un mondo sempre più globale.
Oggi, come direttore dell’Istituto Confucio della Sapienza, il più antico d’Europa, Masini porta avanti una sfida ambiziosa: rendere accessibile lo studio del cinese in Italia. Insieme al suo team ha curato più di dieci manuali scolastici e universitari, contribuendo al riconoscimento ufficiale del cinese come lingua straniera nelle scuole superiori italiane. Un risultato che oggi coinvolge oltre 20.000 studenti, sempre più interessati a conoscere la cultura e la lingua del Dragone.
Il suo obiettivo, racconta, non è solo formare traduttori o interpreti, ma creare un terreno comune di comprensione: “Non importa quale professione sceglieranno i nostri studenti. L’importante è che, un giorno, incontrando un interlocutore cinese, non si sentano estranei, ma parte di una stessa umanità che dialoga.”
Nel ventesimo anniversario dell’Istituto Confucio della Sapienza, le parole di Masini risuonano come un invito: la conoscenza è il primo passo verso la pace e il rispetto reciproco. E Pechino, città di libri, università e idee, resta il suo simbolo più autentico.
Info: People’s Daily

