(di Laura Valentini) Si chiama ‘Allegro ma non troppo’ il programma con cui Luca Barbareschi torna in tv a partire da domenica 2 novembre con un titolo mutuato da un libro di Carlo Maria Cipolla che dedica un saggio alla stupidità umana, tracciandone una ironica teoria generale: è lo stesso attore e regista a ricordarlo presentando il talk show che andrà in onda su Rai3 alle 23.10, dopo Report con cui, dice “sono molto solidale” riferendosi all’attentato al suo conduttore Sigfrido Ranucci. “Quando ho letto ‘Allegro ma non troppo ho capito che era una leva meravigliosa per raccontare il mondo di oggi: un mondo conflittuale, pieno di contraddizioni, che può essere narrato attraverso il conflitto stesso” per evadere dal rumore del mondo dei social “e tornare a un pensiero più profondo”. Al centro di ogni puntata due interviste: una a un protagonista della scena pop e l’altra a una figura del mondo della cultura capace di offrire uno sguardo ‘illuminante’ con le due conversazioni legate da un tema comune. “Nella prima puntata useremo due personaggi molto lontani fra di loro, uno ha costruito una storia bellissima, uno fa di tutto per distruggersi, appena si sveglia la mattina” anticipa senza fare nomi.
Il nuovo programma è una produzione di Rai Cultura e anche per questo Barbareschi annuncia che i primi dieci minuti andranno in onda in sanscrito “così partiamo subito con il -4% di ascolti e se si sale è sorprendente” scherza durante la presentazione. Diciotto appuntamenti in diretta nella seconda serata di Rai3 che “in un mondo in cui è difficile avere informazioni coerenti, e dove magari un ospite si trova a parlare di politica internazionale al Grande Fratello, l’idea è che si possa riuscire a raccontare qualcosa di specifico, elaborare dei concetti, dare informazioni concrete, vere, che aiutino la gente a capire meglio ciò che accade” spiega Barbareschi. Che comunque non intende a rinunciare a portare nel programma ironia e buonumore: “non sono un giornalista, sono un giullare di professione, a luglio sono 50 anni che faccio questo mestiere, e un giullare ha diritto di dire tutto ciò che vuole” ma sempre con senso di responsabilità “così come faccio con i miei sei figli: non li voglio indottrinare ma dare loro strumenti”. Il conduttore sarà affiancato in studio da una band che scandirà il ritmo tra monologhi, duetti musicali e la partecipazione di ospiti speciali seduti tra il pubblico, pronti a intervenire nel dialogo. “Io vorrei fare lo show man ma non eccedere in protagonismo” promette Barbareschi che firma il programma insieme a Riccardo Sfondrini, Giovanni Filippetto, Andrea Minuz.
Per il Direttore di Rai Cultura Fabrizio Zappi è senz’altro “la persona ideale” per il nuovo late night show che punta a raccontare “le speranze, le passioni e le idee che scuotono il nostro mondo. Credo che la cultura debba esprimere tematiche e linguaggi che contengano una loro profondità ma essere anche genuinamente popolare e credo che Luca abbia questa capacità, attraverso la sua curiosità, di alimentare emozioni e arrivare al cuore del pubblico”.
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