Il Tribunale dei ministri di Roma ha archiviato l’indagine a carico dei ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi e del sottosegretario Alfredo Mantovano indagati nell’ambito della vicenda Almasri. Si tratta di un passaggio formale dopo il voto del Parlamento, che ha rigettato l’autorizzazione a procedere. Nel provvedimento i giudici affermano “che la Camera nella seduta del 9 ottobre ha deliberato di negare la richiesta di autorizzazione ai sensi dell’articolo 96 della Costituzione. E quando è negata l’autorizzazione l’assemblea della Camera competente ne dà comunicazione al collegio, che dispone l’archiviazione degli atti del procedimento, per mancanza della condizione di procedibilità, nei confronti dei soggetti a cui è stata negata l’autorizzazione. Il provvedimento di archiviazione è irrevocabile”.
Caso Almasri-Bartolozzi, il Csm difende Lo Voi dalle accuse della maggioranza
22 Ottobre 2025
La questione però non è conclusa. Alcune vittime del generale libico hanno immaginato di rivolgersi alla Consulta sostenendo che la decisione del Parlamento presentava «gravissime carenze e contraddizioni motivazionali», tali da poter sostenere il conflitto di attribuzione «nei confronti della Camera dei deputati, per le tre votazioni di diniego della richiesta di autorizzazione a procedere espressa dall’Aula nella seduta del 9 ottobre». «La Camera può negare l’autorizzazione se i ministri hanno agito per interessi costituzionalmente rilevanti o preminenti interessi pubblici – ha detto Francesco Romeo, avvocato delle vittime – Rimandare in Libia un torturatore non credo che possa essere considerato un interesse costituzionalmente rilevante».
Sempre la Consulta dovrebbe decidere della questione Bartolozzi. La capo di gabinetto del ministero della Giustizia è indagata per false dichiarazioni ai magistrati: secondo la maggioranza, lo scudo per i ministri dovrebbe essere esteso anche a lei.

