Col nuovo anno
La Omoda, marchio della cinese Chery, estende l’offerta alla 7, una suv lunga 462 cm che si colloca fra la più piccola Omoda 5 (437 cm da un paraurti all’altro) e la grande Omoda 9 con 477 cm di lunghezza. Come per le altre due suv della casa, anche la Omoda 7 punta soprattutto sul prezzo allettante: si parla di circa 40.000 euro, che non sono molti per una suv ibrida plug-in di questa categoria e garantita 7 anni (o 150.000 km).
Per conoscere i prezzi definitivi, dobbiamo attendere gennaio 2026, quando la Omoda 7 sarà dietro le vetrine delle concessionarie. Intanto, l’abbiamo guidata in anteprima direttamente in Cina dove viene prodotta (per questo l’auto presenta degli adesivi nelle fiancate: si riferiscono all’evento internazionale cui abbiamo partecipato).
Una base collaudata
La meccanica della Omoda 7 è condivisa con un’altra suv della Chery: la Jaecoo 7. Specifico, invece, il design: all’aspetto semplice e possente da fuoristrada della Jaecoo 7, la Omoda 7 contrappone linee filanti, aggressive, con un originale frontale appuntito e la griglia della mascherina che si fonde nel paraurti. Sfuggente la parte posteriore, con i fanali inseriti in una sottile fascia luminosa.
Tre motori
Sotto il cofano della Omoda 7 c’è il nuovo sistema ibrido plug-in che la casa chiama Super Hybrid System-Plug-in, abbreviato SHS-P (mentre SHS-H sta per Super Hybrid System-Hybrid riservato alle Omoda e Jaecoo full hybrid), utilizzato anche dalla Jaecoo 7. Si compone di un 1.5 turbo da 143 CV privo di cambio (ha solo un riduttore) che ha una doppia funzione: fa girare un primo motore elettrico (82 CV) che alimenta la batteria da 18,3 kWh e, ad andatura costante (ad esempio in autostrada) quando il suo rendimento favorisce il contenimento del consumo, si collega alle ruote motrici anteriori e muove la Omoda 7 da solo o insieme a un secondo motore elettrico (da 204 CV). Quest’ultimo è il vero protagonista del sistema ibrido progettato dalla Chery: nella maggior parte delle situazioni di guida, soprattutto a velocità medio-basse, è lui a trasmettere il moto alle ruote. La potenza totale di sistema ibrido è di 347 CV.
Tanta strada solo a corrente
A batteria carica, la casa parla di circa 90 km di autonomia media solo in elettrico ma, avviando durante la marcia il motore a benzina, il sistema ibrido evita che la carica si esaurisca per garantire sempre le massime prestazioni del motore elettrico: nel nostro test la percorrenza solo a corrente indicata nel cruscotto non è mai scesa sotto i 15 km. Di conseguenza, la guida regala la piacevole sensazione di essere a bordo di una suv completamente elettrica: la risposta all’acceleratore è pronta, non si avvertono vibrazioni e si viaggia in modo “morbido”. A ciò contribuisce l’assenza di passaggi di rapporti per il cambio e il dolce alternarsi nel funzionamento dei motori.
Tutti aspetti che rendono confortevole la Omoda 7, che è anche ben isolata dai rumori esterni (limitati i fruscii ad andature autostradali) e, grazie alle sospensioni morbide, anche dalle buche. Con 347 CV gli scatti sono consistenti (ma non brucianti), tuttavia lo sterzo poco preciso e il rollio marcato che rallenta gli inserimenti in cirva, non agevolano una guida brillante. Tenete, però, presente che la Omoda 7 guidata è un preserie, quindi potrebbe essere ancora oggetto di affinamenti nella messa a punto. Comunque, nel test con una guida rilassata in autostrada e su strade collinari il computer di bordo ha indicato un consumo basso: circa 20 km/l.
Dietro, c’è posto
Al buon comfort della Omoda 7 non è estraneo l’abitacolo davvero spazioso, anche dietro: c’è agio per allungare le gambe, il pavimento è piatto e la seduta del divano è adatta anche a tre adulti. Curate le finiture, nel nostro caso con un elegante rivestimento in ecopelle bianca e tessuto leggermente scamosciato per la zona superiore di plancia e porte. Tutti i comandi sono concentrati nel maxi schermo al centro della plancia che, sfiorandolo con quattro dita, trasla verso destra posizionandosi di fronte al passeggero: fa una gran scena ma ci sembra poco utile. Più interessante la praticità con cui si possono gestire i menù delle varie funzioni, elencate nel lato sinistro del monitor, e i comandi del climatizzatore bizona sempre presenti nella banda nella zona inferiore del display.
Meno pratici la leva incernierata nel lato destro del piantone dello sterzo per selezionare la direzione di marcia, che resta nascosta dal volante, e le prese Usb: sono poco visibili nel vano della zona inferiore del tunnel sopraelevato. Nella parte superiore trovano posto meglio accessibili portaoggetti e la piastra di ricarica per il telefono.
Il baule ben accessibile dal portellone motorizzato ha una forma regolare, ulteriori vani alla base delle porte e ci sembra abbastanza capiente (la casa non ha ancora dichiarato la capacità di carico). Tuttavia, fra la cappelliera e il fondo lo spazio in altezza è ridotto: circa 40 cm.

