Da venerdì 24 a domenica 26
ottobre, Rai Radio3 andrà in onda dal Teatro Stabile di Bolzano,
per dare vita a “Futuradio”, prodotta in collaborazione con Rai
Com. Sul palco si avvicenderanno conduttrici e conduttori delle
trasmissioni: da Radio3 scienza a “Tutta l’umanità ne parla”,
passando per la grande musica e il teatro.
Tra gli appuntamenti in programma, la festa di Rai Radio3,
sarà aperta, venerdì 24 ottobre alle 19, da Vittorio Lingiardi
con un talk su corpo e futuro: se il corpo fisico è più o meno
sempre uguale a sé stesso, il modo in cui lo viviamo e lo
pensiamo cambia sempre più velocemente. Vittorio Lingiardi
racconterà la vita medica, simbolica e poetica dei nostri
organi, sospesi tra storie antiche e immaginazioni future.
Si proseguirà, alle 21, con un viaggio per esplorare la
TecnoUmanità: corpi che vengono curati o potenziati nelle loro
funzioni, cervelli che si integrano con le macchine, robot
umanoidi, forme di intelligenza artificiale sempre più versatili
e simili a quelle umane, con Ivana Bartoletti, Alfio Quarteroni
e la musica di Paolo Angeli.
Sabato mattina si ripartirà parlando del futuro verde con
Ferdinando Cotugno, Marco Albino Ferrari e Angelica De Vito con
la musica degli studenti del Conservatorio C. Monteverdi di
Bolzano, per ragionare sul rapporto tra generazioni anche sotto
il profilo sociale e politico, nel nostro paese e a livello
globale.
Saltando il fitto palinsesto fino a domenica, a chiusura è in
programma il gran finale con “Tutta l’umanità ne parla”, il talk
impossibile di Radio3 con Edoardo Camurri che discuterà di
futuro con Olympe de Gouges, Don Lorenzo Milani e Doc Brown (lo
scienziato di Ritorno al futuro).
Infine, a concludere idealmente la festa, Rai Radio3 alle ore
21 manderà in onda l’Oedipus Rex, opera-oratorio in due atti da
Sofocle, testo originale di Jean Cocteau e musica di Igor’
Stravinskij eseguita dall’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento
diretta da Donato Renzetti, con l’attore Toni Servillo nel ruolo
di narratore e il Coro Ensemble Vocale Continuum guidato da
Luigi Azzolini. L’esecuzione è stata registrata il 7 ottobre
2025 al Teatro Comunale di Bolzano.
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