Brunico (Bruneck in tedesco, Bornech in ladino), fondata nel 1251, a 838 metri sul livello del mare, è il capoluogo della Val Pusteria (Alto Adige). Per raggiungerla ci vuole mezz’ora d’auto dall’uscita Bressanone dell’autostrada A22 del Brennero.
In autunno, quando i boschi tutto intorno si accendono di tonalità dorate e i sentieri invitano a passeggiate panoramiche e fotografie indimenticabili, la città regala il meglio di sé.
Ma la bellezza non è solo nella natura: molto suggestive sono le antiche residenze borghesi, gli Erker (sporgenze finestrate), i frontoni merlati e i negozi decorati da insegne in ferro battuto.
Tra i tesori della cittadina: la quattrocentesca chiesa gotica del Salvatore alle Orsoline, mentre la chiesa parrocchiale di Nostra Signora, risalente al XIX secolo, conserva antichi arredi e pregevoli opere lignee. Da vedere il Museo Civico e il Castello di Brunico che si erge su di un colle che domina la cittadina.
Passeggiando per Brunico: il fascino nascosto tra le quattro porte del centro. (ph: Bruneck-Kronplatz Tourismus)
Ore 15: passeggiata alla scoperta dei segreti della città
Passeggiare lungo la Via Centrale (Stadtgasse) è come sfogliare un libro in cui le epoche si intrecciano con naturale eleganza. Questa strada, dall’impronta tardo medioevale, è racchiusa tra antiche mura e custodita da quattro porte d’accesso.
Ma basta alzare lo sguardo per accorgersi che Brunico non è affatto una città rimasta indietro: la modernità qui convive con la storia in un equilibrio raro e affascinante.
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Lo racconta l’architettura, a partire dal Palazzo del Comune — una lamina bianca, sinuosa e luminosa, scandita da sottili fessure verticali come pagine di un racconto contemporaneo.
E continua con la futuristica arena dell’hockey, alle porte della città, e la Biblioteca Civica e Universitaria, un edificio audace, trasparente su un lato, verde brillante sugli altri, punteggiato da oblò che sembrano occhi aperti sul mondo.
Il Palazzo del Comune. (ph: eb)
In questo dialogo tra pietra antica e vetro moderno, Brunico svela una delle sue anime più sorprendenti: quella di una città capace di rinnovarsi senza mai perdere sé stessa.
Nelle stradine del centro, tra botteghe dal sapore antico, ristoranti squisiti e boutique eleganti, un flusso vivace di persone anima gli angoli. I saluti si incrociano come fili invisibili, creando una trama fatta di volti familiari e gesti consueti.
La città vecchia in technicolor. (ph: eb)
Brunico conta poco meno di diecimila abitanti, e forse è proprio questa dimensione raccolta a renderla così accogliente.
Ma a dare ritmo e vitalità alla città sono anche coloro che arrivano dalle vallate vicine: chi per una giornata di shopping, chi per sbrigare commissioni, una visita medica o semplicemente per respirare l’energia di un centro più grande.
In autunno, intorno alla città, i boschi si tingono d’oro. (ph: Wisthaler)
È questo intreccio di vita locale e di passaggi quotidiani che dà a Brunico la sua anima viva e sincera: una piccola città capace di conservare il cuore di un borgo senza rinunciare alla sua vitalità urbana.
Ore 18: aperitivo sulla riva del fiume e castagne da “Toni Maroni”
L’autunno è anche la stagione della gastronomia, dai rifugi che servono piatti contadini alle tavole gourmet che reinterpretano la cucina altoatesina.
Sulla riva tranquilla della Rienza, in Via Stuck, l’Enotheque di Karl Bernardi si sorseggia un buon bicchiere di vino e si chiacchiera con gli amici, magari davanti a un ricco tagliere di formaggi, speck e salsiccia affumicata (15,50 €), perfetto per accompagnare l’aperitivo.
La terrazza dell’Enotheque Karl Bernardi.
Se si ha la fortuna di incontrare Karl in persona, il proprietario accoglie gli ospiti con un sorriso sincero e racconta con passione la sua visione: un’osteria autentica, dove ogni bottiglia e ogni piatto hanno una storia da condividere.
Per chi desidera fermarsi a cena, il menù è un viaggio nei sapori alpini e italiani: dal filetto di manzo con patate arrostite (32,20 €) agli spaghetti alla carbonara con pecorino e guanciale, fino a un classico intramontabile, lo strudel di mele fatto in casa (6,40 €).
L’interno del negozio Karl Bernardi.
Nella vicina Via Centrale, il negozio Karl Bernardi offre i migliori prodotti di salumeria altoatesini, carne e salumi prodotti artigianalmente nella propria macelleria, le famose conserve; il gulasch di manzo e il gulasch di cervo in barattolo e una selezione di vini e liquori di alta qualità.
Poco distante, c’è un personaggio che sembra uscito da una storia di paese, ma che è ormai un’istituzione cittadina: Toni Mair unter der Eggen.
Classe 1970, è conosciuto da tutti con i suoi soprannomi affettuosi e pittoreschi: “Keschtn”, “Toni Maroni, “Tuifl Toni” o “Toni mangiafuoco”.
Il chiosco sulla via pedonale di Brunico. (ph: eb)
Il suo regno è un chiosco moderno di frutta e verdura al Graben, sulla via pedonale principale, dove Toni accoglie i passanti con il profumo delle castagne arrostite — da cui nasce il soprannome Keschtn, in dialetto tedesco locale. Una porzione di castagne arrostite costa 6 euro.
Con l’arrivo dell’autunno e dell’inverno, il suo banco si trasforma in un piccolo rifugio di sapori: vin brulè, frutti di stagione e tante altre golosità.
Un numero: durante la stagione invernale Toni vende più di 4 tonnellate di castagne arrostite. (ph: Bruneck-Kronplatz Tourismus)
Ma Toni non è solo un venditore: è anche membro del consiglio comunale e un maestro nell’intaglio a mano delle maschere dei Krampus, le figure demoniache del folklore alpino.
È lui uno dei protagonisti che rendono suggestive le sfilate natalizie in città, da cui deriva l’altro soprannome, “Tuifl”, diavolo.
Ore 20: agnolotti di patate e spalla di vitello arrosto
Il nome del piccolo ristorante in Via Europa, presso l’edificio NOI Techpark, è già una dichiarazione d’intenti: “b.local”. Ogni piatto nasce dal territorio, da una rete di produttori del posto e da una filosofia che intreccia sostenibilità e autenticità.
Il menù è un organismo in continuo movimento: non segue solo le stagioni, ma pulsa al ritmo della natura e della disponibilità reale degli ingredienti; può cambiare anche più volte alla settimana. È questa fedeltà alla terra a rendere ogni visita diversa dalla precedente.
L’atmosfera è elegante ma accogliente: linee moderne, luce calda. Pure i piatti riflettono questa armonia: presentazioni curate, mai ostentate, e un’attenzione alle proposte vegetariane, pensate non come alternativa, ma come protagoniste.
Il piatto di agnolotti di patate e taleggio, impreziositi da vino di prugne fatto in casa e sedano. (ph: eb)
Dalla carta spiccano alcune creazioni che raccontano dove siamo con raffinatezza: la tartare di manzo battuta a coltello, accompagnata da cavolo rosso e verde, tuorlo e nocciola o il risotto profumato al miele di pino mugo, con fiori autunnali, vino bianco affumicato e funghi finferli.
Per chi cerca sapori più decisi, ci sono la spalla di vitello arrosto o l’anatra dell’Alta Valle Isarco con sedano rapa, mela Jazz e lardo fatto in casa. Prezzo medio 45 euro.
L’alloggio nel centro città a Brunico
Per la notte si può alloggiare all’Hotel Blitzburg, delizioso tre stelle nel centro, a due passi dalla stazione dei treni. Con ampie camere e un’ottima colazione (da 170 €).
Ore 9 di sabato: tour tra erbe, oli e profumi
Breve trasferimento in auto (8 km) per raggiungere il paese di Issengo.
In Piazza Weiher 8, a due passi dall’omonimo laghetto, si trova BERGILA, fondata nel 1912, oggi una delle realtà più rinomate dell’Alto Adige per la produzione artigianale e sostenibile di oli essenziali puri — dal pino mugo al pino cembro, dall’abete rosso alla lavanda, alla menta — oltre a tisane, unguenti, cosmetici naturali e prodotti aromatici ispirati alla tradizione alpina.
Il maso-laboratorio-negozio con giardino delle erbe a Issengo. (ph: BERGILA)
Giunta alla quarta generazione, l’azienda è guidata da Franz Niederkofler e dalla moglie Brigitte, affiancati dalle figlie Andrea e Verena e da un team di collaboratori appassionati.
Tutti i prodotti nascono da una coltivazione biologica controllata, con raccolta a mano nel rispetto dei tempi balsamici delle piante e distillazione lenta per preservarne le sostanze attive, utilizzando acqua di sorgente alpina.
Davanti al maso si apre il “Giardino delle Erbe Aromatiche”, un piccolo paradiso di oltre 150 specie diverse che, col percorso delle fragranze (piace molto ai più piccoli e stimola i più grandi), invita a scoprire profumi e colori della montagna.
Il processo di distillazione – in questo caso del pino mugo – avviene nell’azienda situata a 5 minuti dal maso. (ph: BERGILA)
Nel negozio adiacente è possibile degustare le specialità e acquistare prodotti unici, trasformando la visita in un’esperienza sensoriale che unisce piacere, benessere e scoperta della natura alpina.
Ore 12: salita sul “panettone” del Plan de Corones – tra musei e panorami mozzafiato
In inverno il Plan de Corones (Kronplatz in tedesco) è uno dei più attrezzati (e apprezzati) comprensori delle Alpi.
Chiamato affettuosamente “panettone” – per la sua forma – si erge fino a 2.250 metri davanti a una sfilata di Dolomiti, tra baite e rifugi, con piste (121 km) e 32 tra cabinovie e seggiovie, rivolte su tre versanti (Brunico, Valdaora e la valle ladina di San Vigilio di Marebbe) che risalgono fino in cima.
La cabinovia Kronplatz 2000 collega la stazione a valle di Riscone (Reischach) a quella a monte sulla cima del Plan de Corones, a 2.275 metri di altitudine. (ph: eb)
Gli impianti sono tutti modernissimi e confortevoli: molte delle seggiovie hanno la cupola di protezione e nelle telecabine ci sono persino le poltroncine e gli schienali in pelle riscaldate.
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In primavera, estate e autunno il Plan de Corones è una meta super scenografica – senza alcuno sforzo: oltre al panorama a 360 gradi sulle montagne, è sede di qualche eccellenza montana, in primo luogo uno dei musei di Reinhold Messner dedicati alla montagna e in particolare il MMM Corones, disegnato da Zaha Hadid, e che esplora le storie di scalate e scalatori.
Il Messner Mountain Museum Corones (MMM Corones) è l’ultimo dei sei musei ideati dall’alpinista Reinhold Messner, dedicato al tradizionale alpinismo. (ph: eb)
Non pensate a un museo: nelle sale si trovano opere d’arte, oggetti personali appartenuti a Messner, racconti di gesta emozionanti. Ingresso: 14 euro (adulti).
In armonia con la montagna che lo abbraccia, un altro edificio cattura lo sguardo ancor prima di varcarne la soglia: il LUMEN Museum of Mountain Photography, un museo che celebra la fotografia e l’anima stessa della montagna.
Qui l’esperienza non è mai passiva: è un viaggio interattivo, costruito per sorprendere e far riflettere. Le sale accompagnano il visitatore attraverso immagini potenti e prospettive inaspettate, trasformando la fotografia in un racconto vivo.
Il museo è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 16, con ultimo ingresso alle 15:30. (ph: Klottersteger)
Tra gli spazi più suggestivi, una stanza di riflessi in cui il mondo si moltiplica e si trasforma, offrendo nuovi modi di guardare e di sentirsi parte del paesaggio. Ingresso: 17 euro (adulti).
Verso la vetta si sale dolcemente in cabinovia da Riscone.
Con la Kronplatz Guest Pass, gli ospiti delle strutture aderenti possono accedere gratuitamente a trasporti, cabinovie e a una selezione di attività: un invito concreto a vivere la montagna in modo sostenibile.
Vista dall’alto del “panettone” Plan de Corones in autunno. (ph: Bruneck-Kronplatz Tourismus)
In autunno: la Golden Summit Weeks, che si estende da inizio ottobre fino a quasi metà novembre, regala agli ospiti di Brunico e Valdaora la possibilità di scoprire gratuitamente il fascino del Plan de Corones.
Il cuore dell’offerta è l’accesso libero agli impianti di risalita Kronplatz 2000 (Brunico–Riscone) e Valdaora 1+2, con una corsa in salita e una in discesa al giorno senza costi aggiuntivi.
Il Herrnsteig è uno dei trail più tecnici del Bike Park Plan de Corones. Con i suoi 8 km di lunghezza e un dislivello negativo di circa 1.300 metri, rappresenta una sfida entusiasmante per i mountain biker esperti. (ph: Bruneck-Kronplatz Tourismus)
Ma non si tratta solo di muoversi: la Golden Summit Weeks include escursioni guidate, visite alla città di Brunico; tour guidati e laboratori dove imparare, ad esempio, come preparare pane e speck secondo le antiche usanze.
Ore 13: pranzo all’AlpiNN, futuristico bistrò a 2.275 metri
All’AlpiNN, il bistrot che si affianca al LUMEN Museum, ogni piatto è un omaggio alla montagna e ai suoi sapori. Aperto nel 2018, il locale del tristellato Norbert Niederkofler accoglie gli ospiti con una grande cucina a vista, visibile già dal bancone sulla destra, appena varcata la soglia.
La brigata guidata dal veronese Matteo Gecchele, formata da Niederkofler, trasforma gli ingredienti locali in racconti di gusto: piatti nitidi, eleganti, concreti, che parlano della montagna altoatesina in ogni dettaglio.
Nella grande sala dalle vetrate che aprono il panorama sulle montagne, arrivano piatti succulenti, ciascuno un piccolo racconto di gusto e territorio. (ph: AlpiNN)
La filosofia alla base è sempre quella di Cook the Mountain, una cucina sostenibile che tutela le risorse del territorio e celebra la stagionalità. Il menù si articola in diverse esperienze: le Signature Dishes, creazioni uniche firmate AlpiNN; i Care’s Dishes, pensati esclusivamente con ingredienti di stagione e con il recupero degli scarti; e i “remake” dei piatti più celebri di Norbert Niederkofler.
Ogni portata diventa così un piccolo viaggio tra tradizione, innovazione e bellezza, dove la montagna non è solo panorama, ma protagonista assoluta del gusto.
Da ottobre la cucina offre un light lunch, che spazia dal tagliere con affumicati e formaggi locali alla minestra di carni miste fino alle pinse (con trota marinata e affumicata; con formaggio caprino; con speck).
L’AlpiNN è aperto solo a pranzo, raggiungibile con la cabinovia Kronplatz 2000 da Brunico-Riscone.
Ore 15: sul sentiero della Via Artis – tra arte, cultura e storia
Sul Plan de Corones la montagna si racconta anche chi sa camminare con curiosità e pedalare con lo sguardo aperto: sette sentieri e diciotto piste ciclabili si intrecciano tra la vetta e la valle, disegnando un mosaico di percorsi che regalano panorami sulle Dolomiti e sulla maestosa catena principale delle Alpi austriache.
Il cubo è intitolato “Terra Preta – Black Diamond” ed è stato creato dall’artista Rina Treml. (ph: Bruneck-Kronplatz Tourismus)
Dal 2024, questo scenario si è arricchito di una nuova gemma: Via Artis, un sentiero circolare di sei chilometri che unisce arte, cultura e storia in un’esperienza unica nel suo genere, sospesa a oltre 2.270 metri d’altitudine.
Camminando lungo questo percorso, si incontrano installazioni, testimonianze e scorci che raccontano la montagna non solo come paesaggio, ma come luogo di pensiero e creatività.
Le opere sono state create da artisti locali e internazionali utilizzando il legno recuperato dopo il passaggio della Tempesta Vaia del 2018.
L’opera che ritrare Dolasilla a cavallo, la figlia del re dei Fanes, da una saga mitica dei popoli ladini. (ph: eb)
Queste sculture non sono semplici ornamenti: invitano chi passa a fermarsi, a osservare e a riflettere sui delicati equilibri tra transitorietà e rinascita, tra uomo e natura, tra turismo e agricoltura.
Lungo il sentiero, tre sezioni raccontano storie legate a Plan de Corones: la costruzione della strada militare negli anni Cinquanta, gli alpeggi e la loro importanza per la conservazione della biodiversità, l’impatto del cambiamento climatico su flora e fauna.
L’itinerario richiede circa tre ore di cammino (sono quasi 200 i metri di dislivello); il periodo ideale per percorrerlo va da giugno a novembre.
Ore 9.30 di domenica: visita al Museo degli usi e costumi
Breve trasferimento nella frazione di Teodone (a 4 km dal centro di Brunico). Qui si trova il Museo provinciale degli Usi e Costumi, uno dei più affascinanti musei all’aperto d’Europa, visitato ogni anni da 20-30 mila persone.
Passeggiare tra i suoi spazi è come compiere un viaggio nel tempo: si respira l’aria della vita rurale di un tempo, tra masi autentici, stalle, orti, animali domestici e suoni ambientali — l’acqua dei mulini, il legno che scricchiola, le stanze che sembrano sussurrare storie di un tempo lontano.
Inaugurato nel 1976, il museo si estende su un parco di circa 4 ettari (ph: Volkskundemuseum)
Il fulcro del museo è la Residenza Mair am Hof, edificio barocco costruito tra il 1690 e il 1700 dalla famiglia von Sternbach, le cui sale raccontano la vita signorile, la devozione religiosa e l’arte popolare.
Completano il percorso una ventina di masi storici trasferiti da varie valli dell’Alto Adige, costruiti tra il XV e il XIX secolo, con arredi originali, attrezzi agricoli, veicoli d’epoca e laboratori artigianali che ricreano mestieri tradizionali come falegnameria, tessitura e lavorazione di latte, pane e lino.
La stube antica. (ph: Volkskundemuseum)
Il museo è una tappa ideale per le famiglie: ai bambini piacciono gli animali, le attività manuali come fare il pane, lavorare la lana o tosare le pecore, e la sensazione di libertà che si prova esplorando gli ampi spazi all’aperto.
Minimo due ore di visita; nell’area si può anche fare pic-nic; aperto da metà aprile alla prima settimana di novembre. Ingresso: 9 euro; gratuito per i bambini sotto i 6 anni.
Ore 12.30: abbuffata di piatti sudtirolesi
Al confine tra la Pusteria e la Badia, sopra San Lorenzo, nella località Runggen-Ronchi si trova una chicca culinaria che vale assolutamente una deviazione: la locanda Lerchner’s.
In questo maso-ristorante immerso nella natura, la cucina della famiglia Lerchner intreccia tradizione contadina e sguardo contemporaneo.
La locanda è stata premiata con i Tre Gamberi nella guida Gambero Rosso Ristoranti d’Italia 2025, e con la Stella Verde Michelin. (ph: Lerchner’s)
A guidare questo viaggio del gusto ci sono Johann Lerchner e il figlio Julian in cucina, mentre la figlia Sandra cura la sala. Tutto ruota intorno alla filiera cortissima: carni dal proprio allevamento, verdure dell’orto, erbe raccolte nei prati circostanti, farine del mulino del paese, acqua di sorgente.
Le stube, calde e luminose, uniscono legno tradizionale e linee pulite.
Le grandi vetrate si aprono su un panorama che toglie il fiato. In estate e in autunno la veranda esterna invita a respirare aria fresca guardando le montagne; d’inverno la stube avvolge in un abbraccio intimo e profumato di legno e spezie.
Il menù propone i migliori piatti della tradizione locale: si inizia con una degustazione di “assaggini tirolesi”, piccoli antipasti che raccontano storie di malghe e orti di montagna.
I primi piatti sono un tour tra stagioni e profumi: dagli immancabili canederli (trilogia di canederli in brodo – speck, fegato e canederlo pressato 14 €); ai classici Schlutzkrapfen (mezzelune tirolesi fatte in casa ripiene di spinaci e ricotta, 16 €).
Gulasch di manzo del maso, canederli di speck e insalata di crauti, 24 €.(ph: eb)
In autunno i secondi celebrano la carne e la selvaggina, protagoniste del territorio: dal medaglione alla boscaiola (con cipolla fritta e speck, patate e crauti, 26 €) alla trippa in umido (con pomodori, parmigiano, funghi e insalata di crauti, 23,50 €).
La dolce chiusura è affidata allo strudel di mele fatto in casa, ai krapfen al papavero o alle fragranti frittelle di mela.
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