(di Francesca Pierleoni)
In un momento come quello che viviamo
“è opportuno e assolutamente necessario fare educazione
sentimentale e sessuale a scuola. Non possiamo demandare
l’educazione sessuale dei nostri ragazzi soprattutto alle
piattaforme del porno. Credo sia fondamentale tirarli fuori
dalla maniera molto violenta e drammatica in cui l’amore è
interpretato da molti che non hanno altre possibilità di
apprenderlo in altre maniere, perché parte delle famiglie ha
cessato di fare il suo lavoro genitoriale”. Lo dice Alessandro
Gassmann ad Alice nella Città, il festival parallelo e autonomo
della Festa del cinema di Roma, per l’anteprima, insieme ad
autori e cast, della terza stagione di Un Professore che
arriverà su Rai 1 dal 20 novembre per sei serate.
La serie (una coproduzione Rai Fiction – Banijay Studios
Italy) diretta da Andrea Rebuzzi, con un cast che comprende tra
conferme e new entry Claudia Pandolfi, Nicolas Maupas, Damiano
Gavino, Nicole Grimaudo, Dario Aita, Pia Engleberth, Elisa
Cocco, Luna Miriam Iansante, Davide Di Vetta, Margherita Aresti,
Alice Lupparelli riporterà il pubblico nelle vite di allievi e
insegnanti del liceo Da Vinci. La maturità è alle porte per la
5/a B e non mancano novità, ritorni più o meno graditi,
delusioni e sogni. Ad esempio il protagonista, il professore di
filosofia Dante (Gassmann), si trova a dover gestire il rapporto
complicato con la nuova preside (Grimaudo), quello sempre in
divenire con Anita (Pandolfi), anche lei quest’anno insegnante
nel liceo, l’arrivo di Leone, un suo ex allievo, come nuovo
professore di fisica (Aita) e il ritorno a casa dalla madre
Virginia (Engleberth).
“È una serie a cui devo tantissimo, mi ha regalato un
personaggio che non pensavo mi assomigliasse così tanto –
aggiunge Gassmann -. È il professore che non ho mai avuto
l’opportunità di avere. Anche gli studenti capra com’ero io
hanno potuto trovare una rivalsa in questo personaggio. Poi
ormai la gente mi ferma per strada per chiedermi consigli
filosofici, e io rispondo che sono solo un attore. Altri mi
dicono che vedono la serie tutti insieme, un confronto tra
generazioni che mi fa felice, perché manca molto”. Un Professore
“anche in questo senso apre la discussione, e – come fa la
filosofia – il ragionamento su noi stessi e l’interesse a
conoscere gli altri. Viviamo in una società violenta, del muro
contro muro del bianco o nero del buono o cattivo e sappiamo che
l’essere umano è molto più complesso di questo. Aspetti su cui i
nostri sceneggiatori lavorano in maniera molto intelligente”.
Nelle storie “noi utilizziamo anche attraverso gli attori lo
strumento dell’ironia che permette di abbassare i toni – spiega
Sandro Petraglia, che guida la squadra di sceneggiatori -. Ad
esempio sull’incidente di Landini, che ha definito cortigiana
Giorgia Meloni, il personaggio di Alessandro avrebbe riso e ci
avrebbe fatto una lezione, perché Landini ha utilizzato male e
in maniera superficiale il termine. Lui voleva dire ‘alla corte
di Trump’ ma ha usato una parola sbagliata, gli è scappata una
cosa non precisa”.
Nella quarta stagione, alla quale gli sceneggiatori stanno
iniziando a pensare, si potrebbe toccare anche il tema di Gaza,
vista la mobilitazione studentesca che ha innestato: “Io anche
sui social ho parlato tanto di Palestina, cercando di trattare
sempre il tema in maniera pacata, anche se non ho paura a
chiamare quello che accade genocidio, è quello che penso –
spiega Gassmann -. Questa serie è bella perché parliamo di
tutto, bullismo, cambiamenti climatici e non escludo in futuro
si parli anche di argomenti come questo. La filosofia dà questa
possibilità, di aprirsi a tutto. La serie rimarrà attaccata,
negli argomenti, alla nostra società”.
Gassmann torna protagonista nei prossimi giorni alla Festa
del Cinema di Roma con l’anteprima di un’altra serie per Rai1,
Guerrieri – La regola dell’equilibrio diretta da Gianluca Maria
Tavarelli e tratta dai romanzi di Gianrico Carofiglio.
“Alessandro è un eccellente attore ed una cosa non irrilevante è
che si è innamorato del personaggio” aveva detto all’ANSA
qualche mese fa lo scrittore, accennando all’adattamento.
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